Estero

Hezbollah indica la resistenza armata come unica alternativa alla resa

Il segretario Naim Qassem chiede unità nazionale, respinge il disarmo e accusa Israele di aggressione sostenuta dagli Stati Uniti

25 marzo 2026
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Hezbollah ha affermato che il Libano è di fronte a una scelta "tra resa e resistenza armata contro Israele" e ha invitato all'"unità nazionale" contro quella che ha definito "aggressione israelo-americana". Lo ha dichiarato il segretario generale del movimento, Naim Qassem, in un comunicato diffuso dalla tv al-Manar. Qassem ha sostenuto che esiste un progetto di "Grande Israele", fondato sull'espansione regionale "dal Nilo all'Eufrate", in riferimento implicito alle operazioni militari israeliane in Libano e nella vicina Siria.

Ha inoltre accusato Israele di aver proseguito gli attacchi contro il Libano per oltre quindici mesi senza rispettare gli accordi. Il leader del gruppo ha respinto l'ipotesi di disarmo della "resistenza" e di negoziati con Israele "sotto il fuoco", definendoli passi verso la resa e la perdita della sovranità nazionale.

Secondo Qassem, la risposta agli attacchi rappresenta "una responsabilità nazionale" che coinvolge governo, esercito e popolazione, mentre la resistenza resta "la speranza e la liberazione". Nel comunicato si sottolinea che il conflitto in corso non è "una guerra per conto di altri", ma uno scontro diretto tra Libano e Israele sostenuto dagli Stati Uniti, in risposta alle dichiarazioni del primo ministro libanese Nawaf Salam, che ha parlato di una guerra "decisa da altri". Qassem ha infine invitato a sospendere ogni divisione interna e a concentrarsi su un obiettivo prioritario: "fermare l'aggressione e liberare il territorio".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni