Soledad Iparraguirre, nota come "Anboto", ex leader dell'ETA, è stata rilasciata oggi in semilibertà, dopo aver scontato 22 anni di una condanna complessiva a oltre 400 anni di carcere.
La decisione, presa dalle autorità carcerarie in base all'applicazione del regolamento penitenziario, le consente di uscire di prigione per lavorare o fare volontariato durante il giorno, tornando in carcere la notte e nei fine settimana.
La sua scarcerazione, avvenuta questa mattina dalla prigione di Martutene, a San Sebastián, nei Paesi Baschi, ha sollevato una valanga di critiche, soprattutto da parte delle associazioni delle vittime del terrorismo.
Iparraguirre, 65 anni, una delle figure di primo piano del gruppo terroristico separatista basco, è ritenuta autrice o complice di numerosi omicidi, fra i quali quello del comandante dell'esercito Luciano Cortizo o del postino Estanislao Galindez Llano.
Ed è attualmente indagata in inchieste collegate al sequestro e all'uccisione del consigliere comunale del Partido Popular Miguel Ángel Blanco, compiuti dall'ETA nel 1997, che suscitarono una reazione senza precedenti della società civile, con manifestazioni di massa contro la banda armata, segnando un punto di svolta nella lotta al terrorismo in Spagna.
Al momento dell'arresto, nel 2004 in Francia, assieme al compagno e capo dell'apparato politico dell'ETA Mikel Albisu, alias "Antza", Soledad Iparraguirre era sospettata di dirigere il ramo "estorsioni" dell'organizzazione terroristica. Condannata a 20 anni per direzione e appartenenza a banda armata, fu estradata in Spagna nel 2019.
Il regime di semilibertà ha suscitato la reazione indignata dell'Associazione delle vittime del terrorismo (AVT), che ha definito la decisione "un colpo devastante" e ha denunciato la "manipolazione" del sistema penitenziario per concedere ai terroristi "un trattamento preferenziale".
Anche il Collettivo delle vittime del terrorismo (Covite) ha parlato di un "atto scandaloso". Mentre secondo l'associazione Dignidad y Justicia "Anboto" ha potuto uscire dal carcere "come risultato del patto di governabilità vigente tra il PSOE e Bildu", il partito della sinistra patriottica basca, "che permette a Pedro Sánchez di mantenersi alla Moncloa".
La vicenda segue la recente concessione della semilibertà a Miguel de Garikoitz Aspiazu, detto "Txeroki", un altro ex capo dell'ETA il cui ritorno in libertà ha suscitato le proteste di varie associazioni di vittime.