Il governo britannico non conferma l'allarme lanciato nel weekend da Israele su una presunta minaccia diretta di missili balistici iraniani in grado di raggiungere obiettivi in Europa, Regno Unito incluso. Lo ha detto oggi il premier Keir Starmer ai media, a margine di una riunione del comitato delle emergenze Cobra incaricata di valutare tutte le possibili misure economiche d'emergenza per far fronte ai contraccolpi della guerra in Medio Oriente.
Starmer ha sottolineato che non ci sono segnalazioni al riguardo da parte dell'intelligence di Sua Maestà, nonostante il tentato lancio di Teheran contro la strategica base britannica di Diego Garcia, condivisa nell'Oceano Indiano da Londra con l'alleato Usa.
"Noi aggiorniamo continuamente le nostre valutazioni allo scopo di garantire la nostra sicurezza, al momento non ci sono conferme che siamo nel mirino in alcun modo", ha tagliato corto.
Keir Starmer - che ieri sera ha avuto una conversazione telefonica con il presidente statunitense Donald Trump in cui entrambi hanno sottolineato l'importanza di una piena riapertura alla navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz, semiparalizzato da Teheran in risposta agli attacchi di Usa e Israele, ma senza annunciare iniziative militari specifiche - ha poi aggiunto che l'obiettivo di Londra resta in questa fase quello di favorire prioritariamente "una de-escalation" in Medio Oriente.
"È per questo - ha proseguito il primo ministro britannico - che abbiamo diffuso (la settimana scorsa) una dichiarazione congiunta firmata da un certo numero di Paesi su ciò che è necessario fare per lo Stretto di Hormuz, ovviamente nell'ambito di un coordinamento attento e di un piano sostenibile". Nello stesso tempo - ha concluso - "è molto importante difendere i nostri interessi e difendere le vite dei britannici, ma senza essere trascinati nella guerra: secondo la chiara linea di confine che io ho fissato".