Un riservista delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è rimasto ferito in modo non grave e un altro in modo lieve a seguito dell'impatto di un colpo di mortaio nel nord di Israele: Lo ha riferito l'esercito.
Secondo l'Idf il colpo di mortaio lanciato da Hezbollah dal Libano ha colpito vicino alle truppe, che sono rimaste ferite dalle schegge. I due riservisti sono stati portati in ospedale e le loro famiglie sono state avvisate, ha aggiunto l'esercito.
Intanto, le sirene risuonano di nuovo nel sud di Israele mentre l'Iran lancia altri missili dopo l'attacco alla città di Dimona. Lo scrive Haaretz.
Le sirene antimissili stanno risuonando anche ad Haifa, nel nord di Israele, e sulle alture del Golan per la minaccia di missili balistici lanciati dall'Iran. Lo riporta Haaretz
Dal canto loro, in una dichiarazione, i ministri degli Esteri del G7 in cui i Paesi hanno espresso "sostegno ai partner nella regione di fronte agli inaccettabili attacchi compiuti dalla Repubblica Islamica dell'Iran e dai suoi alleati. Condannati con la massima fermezza gli irresponsabili attacchi del regime contro i civili e le infrastrutture civili, incluse le infrastrutture energetiche, in Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Iraq". "
Secondo il G7, gli attacchi "ingiustificabili del regime iraniano contro questi Stati minacciano anche la sicurezza regionale e globale. Chiediamo la cessazione immediata e incondizionata di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano".
"Riaffermiamo - si legge nella dichiarazione - l'importanza di salvaguardare le rotte marittime e la sicurezza della navigazione, anche nello Stretto di Hormuz e in tutte le vie navigabili critiche associate, nonché la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la stabilità dei mercati energetici. Siamo pronti ad adottare le misure necessarie per sostenere l'approvvigionamento energetico globale, come il rilascio delle scorte deciso dall'Agenzia Internazionale per l'Energia l'11 marzo".
Il documento che rappresenta la prima dichiarazione in cui i ministri degli Esteri G7 si esprimono in modo unitario in merito alla guerra di Stati Uniti e Israele con l'Iran, attraverso una dichiarazione politica sulla quale hanno lavorato in modo particolare - a quanto si apprende - la presidenza francese insieme a Italia e Regno Unito.
Il G7 "ha affermato a più riprese che l'Iran non deve dotarsi di armi nucleari e che deve interrompere il suo programma di missili balistici, porre fine alle sue attività destabilizzanti nella regione e in tutto il mondo e cessare le atroci violenze e la repressione contro il suo stesso popolo. Sosteniamo il diritto dei paesi vittime degli ingiustificati attacchi da parte dell'Iran o dei suoi alleati a difendere i propri territori e a proteggere i propri cittadini. Ribadiamo il nostro sostegno incondizionato alla loro sicurezza, sovranità e integrità territoriale. Condanniamo gli efferati attacchi compiuti in Iraq dall'Iran e dalle sue milizie contro strutture diplomatiche e infrastrutture energetiche, in particolare nella regione del Kurdistan iracheno, nonché contro le forze statunitensi e della coalizione contro l'Isis e il popolo iracheno", conclude il testo.
Nel frattempo, il ministero degli Esteri saudita ha dichiarato l'addetto militare dell'ambasciata iraniana, il suo vice e tre diplomatici "persona non grata", concedendo loro 24 ore per lasciare il Paese. Lo scrive Iran International.