Estero

Trump, in Iran stiamo facendo molto bene, non li lasceremo nucleare

"Stiamo facendo molto bene in Iran. Non lasceremo che abbia il nucleare, perché se lo avesse lo userebbe". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, sottolineando che "due settimane fa" Teheran aveva una Marina "ora non l'ha più. Le sue navi sono sul fondale, ne abbiamo abbattute 58 in due giorni".

Il capo del Pentagono Pete Hegseth è "ora nella Situation Room", ha dichiarato Trump alla Casa Bianca per presentare il Commander in Chief Trophy. Hegseth "sta facendo un lavoro fantastico", ha aggiunto Trump lodando anche il capo dello stato maggiore aggiunto Dan Caine.

"I leader dell'Iran sono andati, i prossimi leader sono andati e nessuno vuole più essere leader dell'Iran", ha proseguito Trump riferendosi all'uccisione dei vertici del regime iraniano. "Vogliamo parlare" con Teheran ma "non c'è nessuno con cui parlare. Non abbiamo nessuno. E sapete una cosa? Ci piace così", ha aggiunto il presidente ribadendo che l'Iran vuole prendere il controllo del Medio Oriente.

A Teheran si sono udite oggi delle esplosioni mentre gli iraniani celebravano il Nowruz, il Capodanno persiano. Le esplosioni provenivano da est e da nord della capitale, ha osservato un giornalista dell'Afp.

Dal canto suo, la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, ha oggi messo in guardia l'Iran "contro ogni intenzione di prendere mira direttamente basi militari, territori o interessi del Regno Unito". Lo si legge in un comunicato diffuso dal Foreign Office a margine di una conversazione telefonica avvenuta diverse ora fa tra la stessa Cooper e il collega di Teheran, Abbas Araghchi: colloquio dopo il quale il ministro Araghchi aveva accusato da parte sua Londra di "complicità" con la guerra di Usa e Israele per aver revocato nelle scorse settimane il no all'uso da parte di forze aeree americane di alcune basi britanniche.

Lancio di missili su Israele

Frattanto, a seguito dell'ultimo lancio di missili dall'Iran, un'esplosione si è verificata nel quartiere ebraico della Città vecchia a Gerusalemme. Non è ancora chiaro se si tratti dell'impatto di un missile o di frammenti di intercettori. I servizi di soccorso riportano che non ci sono feriti.

''Il regalo iraniano per Eid al-Fitr: missili su Al-Aqsa. L'attacco iraniano ai luoghi santi per tutte e tre le religioni rivela la follia del regime iraniano, che si professa religioso'', ha dal canto suo postato il ministero degli Esteri israeliano sul proprio account X a seguito dell'impatto poco fa di lanci di missili dall'Iran nella città vecchia di Gerusalemme, a circa 350 metri dalla Moschea di Al Aqsa.

Oggi cade il secondo giorno della festività musulmana di Ein al-Fitr con cui si conclude il mese del Ramadan. La Spianata delle Moschee è rimasta chiusa ai fedeli dall'inizio della guerra a causa delle restrizioni sugli assembramenti.

Intanto, Hezbollah ha dichiarato, in una serie di comunicati, di aver preso di mira soldati israeliani in sei villaggi del Libano meridionale, mentre le forze di terra israeliane tentano di avanzare nel Libano meridionale.

Il gruppo armato filo-iraniano ha affermato di aver colpito un "assembramento di soldati nemici israeliani" in ciascuno dei sei villaggi di confine e un carro armato Merkava.

Aumento tariffe inevitabile

Nel frattempo, un aumento delle tariffe dei biglietti aerei è ''inevitabile'' vista la fiammata dei prezzi degli idrocarburi legata alla guerra in Medio Oriente: è quanto dichiarato dal direttore generale dell'Iata, la principale associazione mondiale delle compagnie aeree, Willie Walsh.

Secondo Walsh, il prezzo del barile di cherosene è raddoppiato dal 28 febbraio, giorno dell'attacco di Israele e Stati Uniti, contro l'Iran. Una progressione ancora maggiore di quella del greggio. Intervenendo davanti all'Association des journalistes professionnels de l'aéronautique et de l'espace (AJPAE), il direttore dell'IATA ha riferito che le compagnie aeree avevano previsto di consacrare mediamente 26% delle loro spese al carburante, sulla base di un barile di cherosene a 88 dollari. Una tariffa schizzata oggi a a 216 dollari.

Da parte sua, l'Iran afferma che le esportazioni di petrolio dall'isola iraniana di Kharg continuano normalmente. Lo riporta Al Jazeera. I dati e il tracciamento satellitare mostrano che le petroliere continuano a caricare e il petrolio greggio a fluire nonostante gli attacchi. L'amministrazione Trump sta valutando la possibilità di occupare o bloccare l'isola di Kharg per fare pressione su Teheran affinché riapra lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito a Barak Ravid di Axios da quattro fonti.

Due navi cargo battenti bandiera indiana che trasportano gas di petrolio liquefatto (Gpl) si stanno intanto preparando ad attraversare lo Stretto di Hormuz nei prossimi giorni, dopo una pausa nei transiti di petroliere nelle ultime 24 ore. Lo riporta Al Jazeera citando dati e fonti del settore marittimo.

Le due navi cisterna sono attualmente ancorate nelle acque del Golfo, secondo i dati di Kpler e fonti del settore marittimo.

Le valutazioni di mercato, basate sui dati disponibili, indicano che nelle ultime 24 ore non ci sono stati passaggi di petroliere, con l'eccezione di una petroliera vuota, colpita dalle sanzioni statunitensi, che il 18 marzo ha fatto ritorno attraverso lo stretto verso le acque iraniane, come mostrano i dati di Kpler.