Estero

L'ombra Black Cube su voto sloveno di domenica

19 marzo 2026
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La Slovenia arriva alle elezioni parlamentari di domenica in un clima di crescente polarizzazione, surriscaldato dall'affaire "Black Cube", dal nome dell'agenzia di intelligence privata israeliana che ha diffuso video di conversazioni private nelle quali diverse personalità pubbliche, riprese inconsapevolmente, hanno descritto una grave e profonda commistione fra politica e mondo degli affari.

Gli sviluppi e le implicazioni di questa storia hanno convinto il premier di centro-sinistra, Robert Golob, a scrivere una lettera-appello alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella quale chiede non solo di indagare sul caso, ma anche di preparare una risposta più efficace per evitare che in futuro ciò accada in altri Paesi.

In realtà il caso Black Cube è sintomo di una polarizzazione evidente nel panorama politico sloveno, che domenica voterà in elezioni considerate da molti osservatori un nuovo, seppure minore spartiacque politico, capace forse di alterare gli equilibri politici in Europa nel caso vincesse il conservatore nazionalista Janez Janša, avanti di qualche punto nei sondaggi rispetto a Golob e leader del Partito democratico sloveno (Sds).

Quest'ultimo è stato mandato all'opposizione quattro anni fa ma è un politico di consolidata esperienza, già tre volte premier, che declama valori oggi assimilati all'estrema destra ed è aperto ammiratore di Trump.

Nelle precedenti elezioni parlamentari, oltre il 70% degli aventi diritto si recò alle urne, in risposta agli appelli contro la deriva autoritaria che contraddistinse la gestione della pandemia di Covid da parte di Janša. Vinsero Golob e il suo Movimento Libertà (Gs), che ottenne un'ampia e stabile maggioranza durata tutta la legislatura, nonostante in quest'arco di tempo si siano avvicendati otto ministri e alcune categorie sociali siano in ebollizione, come dimostra la protesta dei medici, che dura da oltre due anni.

L'elettorato sloveno - circa 1,6 milioni di persone - è tradizionalmente di centro-sinistra, privo però di stabilità e caratterizzato nell'ultimo decennio dal modello dei cosiddetti "volti nuovi" - da Zoran Janković, ora sindaco di Lubiana, a Marjan Šarec, eurodeputato della famiglia europea Renew, fino appunto a Robert Golob, pescato dal vertice della società di distribuzione dell'energia elettrica Gen-I.

Questa volta spetta a Golob interpretare il sentimento di tutto il campo largo progressista, che sembra però molto più sfilacciato rispetto al voto del 2022, privo anche della spinta anti-Janša che lo caratterizzava allora.

Il blocco di centro-destra è invece relativamente omogeneo e si è formato attorno alla figura di Janša, accusato ora di voler portare la Slovenia su derive autocratiche, autoritarie e vicine alle posizioni sovraniste dell'ungherese Viktor Orbàn, fino a qualche anno fa presenza fissa nei congressi dell'Sds.