La relatrice Onu contesta l'aumento delle esportazioni e il raddoppio dei voli cargo; Belgrado respinge le accuse parlando di ingerenza
"Il governo serbo è uno degli alleati più forti e determinati di Israele, senza alcuna vergogna", ha dichiarato da Belgrado la relatrice speciale per le Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati Francesca Albanese in un'intervista all'emittente indipendente serba N1, nella quale ha criticato il commercio di armi con lo Stato ebraico, che il presidente serbo Aleksandar Vučić ha vantato di recente, in un discorso elettorale.
La relatrice Onu, che più volte ha accusato Israele di genocidio nei confronti del popolo palestinese e sostiene che gli Stati, come anche le imprese private, non dovrebbero esserne complici, ieri era nella capitale serba, dove ha concesso interviste e partecipato a dibattiti. Alcuni giorni prima, ricorda il portale di notizie Serbian Monitor, Vučić aveva definito "eccellente" la cooperazione tra Serbia e Israele: "Loro ci vendono armi, noi vendiamo armi a loro, e questo continuerà. Presto verranno create le prime unità che lavoreranno sull'intelligenza artificiale e sulla digitalizzazione, e creeremo persino un esercito digitale, seguendo il modello israeliano, e il settore della polizia deve adottare questo sistema il prima possibile", aveva in precedenza dichiarato Vučić, annunciando la costruzione di un grande stabilimento per la produzione di droni a Loznica, ricorda Serbian Monitor.
Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, che un paio di giorni fa mostrava dati dell'ufficio statistico serbo, le esportazioni di armi dalla Serbia verso Israele sono aumentate del 140% nel 2025, raggiungendo i 114 milioni di euro. I voli cargo che trasportano armi e munizioni sono raddoppiati rispetto all'anno precedente, nonostante la moratoria sull'export di armi verso Israele in vigore in Serbia da diversi mesi, scrive Serbian Monitor, citando Haaretz.
Oggi a Albanese risponde il ministero degli Esteri serbo, che in un comunicato diffuso da Tanjug scrive che Belgrado persegue una "politica estera indipendente e sovrana, fondata sui suoi interessi nazionali e sui principi del diritto internazionale. Le nostre relazioni con i Paesi di tutto il mondo, compresi quelli del mondo arabo, Israele e molti altri partner, sono parte integrante di una politica equilibrata e responsabile. Riteniamo che le dichiarazioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite, signora Albanese, siano sbilanciate e di natura attivista e, come tali, inappropriate per il mandato che ricopre. Non riflettono la reale posizione della Serbia, né contribuiscono a un dialogo internazionale costruttivo. È particolarmente preoccupante che tali valutazioni siano intrecciate con i suoi commenti che invadono direttamente le questioni politiche interne della Serbia. Questo non è il ruolo di un relatore internazionale e costituisce un'inaccettabile interferenza negli affari interni del nostro Paese".