Estero

Francia chiuse le liste per il ballottaggio delle municipali tra polemiche

Tra alleanze, ritiri e fusioni di liste le tensioni crescono a Parigi, Marsiglia e Bordeaux e il PS finisce nel mirino per accordi con LFI

17 marzo 2026
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Trattative, alleanze e strappi: dopo 48 ore dalla chiusura dei seggi del primo turno delle municipali francesi, è scaduto questa sera nei comuni di Francia il termine per la presentazione delle nuove liste, comprese quelle nate dalla fusione di due o più sigle presentate inizialmente.

Con un peso che appare sempre più evidente su tutto il territorio, i due estremi - Rassemblement National (RN, letteralmente raduno nazionale, destra radicale) e La France Insoumise (LFI, la Francia indomita, sinistra radicale) - si confermano come possibili protagoniste di un inedito ballottaggio anche alle presidenziali del 2027.

A Parigi, dove la sinistra rischia di lasciare il governo della città dopo 25 anni ininterrotti, l'esponente di estrema destra Sarah Knafo, del partito Reconquête! (R!, traducibile in italiano con riconquista), compagna del fondatore Éric Zemmour, si è ritirata, annunciando di non presentarsi al ballottaggio "per sbarrare la strada alla sinistra". La situazione diventa ora molto delicata per Emmanuel Grégoire, candidato della sinistra unita (senza LFI), dopo che il rappresentante macroniano, Pierre-Yves Bourzanel, ha fuso la sua lista con quella di Les Républicains (LR, i repubblicani, di centro-destra) di Rachida Dati, arrivata seconda.

A sinistra, inoltre, la rappresentante di LFI, Sophia Chikirou, compagna di Jean-Luc Mélenchon (fondatore e figura principale di LFI), si è ripresentata dopo che il socialista Grégoire - nettamente in testa ma isolato al ballottaggio - ha rifiutato qualsiasi alleanza con lei, rispettando l'impegno del partito a livello nazionale. Per Dati, tutte notizie che alimentano le sue speranze di rimontare i dodici punti di distacco del primo turno da Grégoire.

Si è invece ritirato a Marsiglia Sébastien Delogu, di LFI, che ha lasciato il sindaco uscente Benoît Payan solo a sinistra di fronte al RN. Fra i colpi di scena dell'ultimo momento, quello di Bordeaux, dove l'economista Philippe Dessertine, arrivato terzo al primo turno, ha rinunciato a presentare la sua lista al ballottaggio dopo aver dichiarato più volte l'intenzione opposta. Una notizia che preoccupa il sindaco ecologista uscente, Pierre Hurmic, che si ritrova di fronte un unico avversario, il macroniano Thomas Cazenave.

Fenomeno che ha destato forti polemiche in questa parentesi fra i due turni elettorali, la violazione, da parte del Partito socialista (PS), dell'impegno di non trattare alleanze con LFI: spiegando in alcuni casi di aver optato per unioni "tecniche" e non "programmatiche", il PS si è alleato con gli Insoumis in città di primo piano come Lione, Tolosa o Limoges. Il quotidiano francese Le Monde titola in prima pagina "Accordi con LFI: il voltafaccia del PS". I socialisti sono quindi finiti nel mirino della destra e del centro, che hanno ricordato le parole beffarde di Mélenchon in un comizio elettorale sul PS: "Sono dei grossi imbroglioni, non ci costerà troppo caro comprarli per il secondo turno dove decideremo di farlo".