Estero

Argentina: criptogate travolge Milei, indizi di coinvolgimento

16 marzo 2026
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Una nota sul cellulare di un lobbista e i tabulati che rivelano un frenetico giro di chiamate nei minuti precedenti e successivi al lancio della memecoin "$Libra" catapultano nuovamente il presidente argentino Javier Milei al centro dell'attenzione sul fronte mediatico e smentirebbero clamorosamente le precedenti affermazioni circa la sua "totale estraneità" allo scandalo del cosiddetto "criptogate".

La novità è emersa dall'inchiesta del procuratore Edoardo Taiano. Dalle perizie sul telefono di Mauricio Novelli - il lobbista che mise in contatto Milei con il criptotrader statunitense Hayden Davis - risulta infatti l'esistenza di un memo in cui si descrive un presunto accordo da cinque milioni di dollari (3,9 milioni di franchi al cambio attuale) in cambio del sostegno pubblico del presidente al lancio del token.

La nota - recuperata nonostante un tentativo di cancellazione - sarebbe stata redatta tra ottobre e novembre 2024 e diretta ad Hayden. Gli investigatori non hanno trovato prove che l'intesa sia stata effettivamente approvata, ma il contenuto del testo coincide con alcuni eventi successivi, tra cui un incontro tra Milei e il criptotrader statunitense nella Casa Rosada, sede del potere esecutivo argentino, il 30 gennaio del 2025.

I tabulati recuperati indicano inoltre numerose comunicazioni tra Novelli e l'entourage presidenziale (tra cui sette con lo stesso Milei) nelle ore precedenti e successive al lancio del progetto. L'esistenza di queste chiamate smentirebbe l'affermazione dello stesso presidente riguardo la sua totale estraneità all'iniziativa rivelatasi poi come un classico esempio di quello che nel gergo cripto viene definito come un rug-pull, una truffa basata sul possesso di informazioni privilegiate riguardanti il momento del lancio del token e su cui indaga parallelamente anche la giustizia statunitense.

Nella pubblicazione sulla rete sociale X delle 19:01 del 14 febbraio, Milei presentava "$Libra" come parte di un progetto privato per "finanziare piccole imprese e startup argentine", innescando una corsa agli acquisti che fece salire il valore della memecoin fino al 1000%. Dopo il rapido rialzo della quotazione gli investitori del minuto zero uscirono in blocco incassando guadagni immediati stimati in circa 100 milioni di dollari e provocando il crollo del token.

Le immediate ripercussioni negative per la diffusione della notizia di una possibile truffa anche su media specializzati come l'agenzia di stampa economico finanziaria statunitense Bloomberg fece fare al presidente una rapida marcia indietro. "Qualche ora fa ho pubblicato un messaggio () promuovendo un progetto privato con il quale ovviamente non ho legame alcuno", scrisse Milei su X, informando quindi di aver cancellato il messaggio precedente e sostenendo "di non essere stato al corrente dei dettagli dell'iniziativa".

Milei non ha ancora dato chiarimenti sugli ultimi sviluppi delle indagini ma ha accusato i media di operare contro il governo. "È la mafia mediatica, fine", ha scritto su X, replicando inoltre le affermazioni di una deputata della maggioranza che denuncia una "offensiva coordinata" contro il presidente. "Non vi fate ingannare dai media, questa gente vuole solo fare danno a un governo che ha avuto il sostegno della gente attraverso il voto, sono antidemocratici", recita un ulteriore messaggio del presidente.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni