Estero

Piano di Parigi per pace in Libano con il riconoscimento di Israele

14 marzo 2026
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Il governo francese ha formulato una proposta per porre fine alla guerra in Libano che include un passo senza precedenti: il riconoscimento di Israele da parte del Libano.

Quella che per tutta la giornata era stata solo un'indiscrezione, ha preso corpo nella serata di sabato quando tre fonti a conoscenza del dossier hanno riferito alla tv israeliana Channel 12 che Israele e gli Stati Uniti stanno esaminando la proposta di Parigi che potrebbe portare a uno storico accordo di pace tra Libano e Israele.

Il governo di Beirut in questi giorni ha espresso profonda preoccupazione per la ripresa della guerra provocata dalla decisione di Hezbollah di tornare ad attaccare il territorio israeliano "per vendicare la morte della guida suprema Ali Khamenei". Raid intensi a cui l'Idf e il ministro della Difesa Israel Katz hanno minacciato di rispondere con una vera e propria manovra di terra in Libano.

Ora, secondo la proposta francese Beirut e Gerusalemme avvieranno negoziati diretti, con il sostegno di Stati Uniti e Francia. Inizialmente - riferisce Channel 12 - i negoziati saranno trattati dagli alti livelli diplomatici, per poi passare al livello politico più elevato.

Probabilmente a Parigi, come desidera l'amministrazione francese. Il Libano in una fase iniziale dichiarerebbe la propria disponibilità ad avviare negoziati per un patto di non aggressione permanente con Israele.

Secondo le fonti a conoscenza della proposta, la "dichiarazione politica" finale (che dovrebbe arrivare in due mesi) includerà il riconoscimento iniziale di Israele da parte del Libano e sottolineerà l'impegno del governo libanese a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale di Israele. Israele e Libano ribadiranno il loro impegno nei confronti della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, che ha posto fine alla guerra del 2006, e dell'accordo di cessate il fuoco del 2024.

Il governo libanese si impegnerà a prevenire attacchi contro Israele dal suo territorio e ad attuare il suo piano per disarmare Hezbollah e proibire l'attività militare nel Paese. L'esercito libanese verrebbe ridispiegato a sud del fiume Litani e l'Idf si ritirerebbe entro un mese dai 5 punti presi dall'inizio della guerra. Le forze Unifil verificheranno il disarmo di Hezbollah a sud del fiume Litani, mentre una coalizione di Paesi operante sotto mandato del Consiglio di Sicurezza supervisionerà il disarmo di Hezbollah nel resto del Paese.

Il presidente Emmanuel Macron ha invitato Israele ad accettare "la disponibilità dell'esecutivo libanese ad avviare colloqui diretti", ai quali "tutte le componenti della società devono essere rappresentate", offrendo di "ospitarli a Parigi". "Ho parlato ieri con il presidente Aoun, il primo ministro Salam e il presidente del parlamento Berri. Bisogna fare tutto il possibile affinché il Libano non precipiti nel caos", ha scritto Macron su X.

Il consigliere e genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, sta guidando la mediazione e l'ex ministro e stretto collaboratore di Benjamin Netanyahu, Ron Dermer, dovrebbe rappresentare Israele su incarico del premier.

"È difficile credere che si possa impedire un'operazione di terra su vasta scala in Libano, e sembra che alla fine saranno i soldati dell'Idf a dover svolgere il difficile compito di disarmare Hezbollah", ha affermato una fonte vicina al dossier parlando con Yedioth Ahronot.

Dal canto suo, venerdì il leader di Hezbollah Naim Qassem ha dichiarato che il gruppo è pronto a una lunga guerra: "Ci siamo preparati per un lungo confronto e, se Dio vuole, gli israeliani saranno colti di sorpresa sul campo di battaglia", ha affermato nel suo secondo discorso televisivo dall'inizio degli attacchi a Israele.

Nel frattempo la diplomazia sta lavorando freneticamente e, secondo quanto si è appreso, il presidente libanese Joseph Aoun ha già nominato una squadra negoziale per i colloqui. La fase finale del piano francese prevede la delimitazione di un confine permanente tra Israele e Libano e tra Libano e Siria entro la fine del 2026.