Crescita zero a gennaio per l'arrancante economia britannica: lo certifica il dato mensile stagnante del prodotto interno lordo (Pil), reso noto oggi dall'Office for National Statistics (Ons), evidenziando una frenata ulteriore rispetto al +0,1% di gennaio e +0,2% di dicembre.
L'indicazione, relativa a uno scenario ancora non toccato a gennaio dai contraccolpi globali attesi sulla scia della guerra in Medio Oriente innescata in queste settimane dall'attacco di Usa e Israele all'Iran, è al di sotto delle stime, che prevedevano un aumento dello 0,2%.
Si tratta di una conferma invece del generale rallentamento della tendenza di quest'anno, già evocato dalla revisione al ribasso delle stime annuali per il 2026, ridimensionate di recente dall'Office for Budget Responsibility del Tesoro a non più dell'1,1%. L'ennesima cattiva notizia per lo zoppicante governo laburista di Keir Starmer che tuttavia, per bocca della ministra dell'Economia, la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, insiste a predicare ottimismo, aggrappandosi alle previsioni di un rimbalzo del Pil britannico più consistente rinviato al 2027 e al 2028. "Il nostro programma economico è valido - ha assicurato oggi Reeves a commento del dato mensile - anche se resta del lavoro da fare per consolidare un'economia più forte e più sicura in un mondo incerto".
Tutt'altro tono dalle opposizioni, conservatori in testa, che denunciano come "fallimentari" le ricette del governo Starmer.