Luoghi iconici del patrimonio culturale iraniano che hanno resistito agli sconvolgimenti della storia sono stati duramente colpiti dalla guerra di USA e Israele, facendo infuriare la popolazione.
Come riporta il "New York Times", nella città di Isfahan i raid aerei israeliani hanno danneggiato diversi dei gioielli culturali più preziosi dell'Iran: il Palazzo Ali Qapu e il palazzo e il giardino di Chehel Sotoun, risalenti alla dinastia safavide del XVII secolo, hanno subito gravi danni, stando alle foto e video pubblicati dal ministero della cultura iraniano.
L'onda d'urto di lunedì ha anche fatto crollare le piastrelle turchesi dell'iconica Moschea Jameh, ritenuta un gioiello dell'architettura persiana e islamica.
Solo una settimana prima il palazzo Golestan, risalente al XIV secolo e divenuto in seguito la sede della dinastia Qajar, è stato gravemente danneggiato durante un attacco a una stazione di polizia nel centro di Teheran.
Gli scatti dei siti storici distrutti dai missili hanno scatenato la rabbia di molti iraniani, che in interviste e post sulle reti sociali si chiedono come la guerra, presumibilmente condotta contro il governo e l'esercito della Repubblica islamica, abbia finito per colpire la loro identità culturale.
"Per me i monumenti antichi sono importanti quanto le vite umane, perché mi collegano al passato - ha spiegato in un post Mojtaba Najafi, eminente studiosa e ricercatrice iraniana -. La loro distruzione significa che la mia memoria viene demolita".
Mentre una portavoce dell'Unesco, Monia Adjiwanou, ha fatto sapere che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura "è profondamente preoccupata per le segnalazioni di distruzione che stanno colpendo i siti del patrimonio culturale in Medio Oriente, in particolare in Iran e nei paesi limitrofi".