calcio e politica

L’Iran: ‘Non parteciperemo ai Mondiali di calcio’

Trump assicura a Infantino che la Nazionale sarebbe benvenuta. Il presidente della Fifa già criticato per il premio della Pace consegnato al tycoon

Un tifoso iraniano
(Keystone)
11 marzo 2026
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Con la guerra in corso tra Usa, Israele e Iran è difficile immaginare che la squadra di calcio iraniana partecipi a giugno ai Mondiali organizzati proprio dagli States in collaborazione con Messico e Canada. Eppure, in assenza di una rinuncia ufficiale da parte di Teheran, il tema è in cima alle agende della Fifa. Il presidente Gianni Infantino ne ha parlato con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca e, con insistita enfasi, ha rivelato come Trump gli abbia "assicurato che la nazionale dell'Iran è benvenuta al Mondiale". Parole che stridono con le immagini della guerra e, soprattutto, poco collimano con quelle del ministro iraniano dello Sport: "Dal momento che questo governo corrotto (statunitense, ndr) ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali", ha affermato il ministro Ahmad Donyamali.

KeystoneUna fase concitata di Iran-Usa ai Mondiali del 2022

Due linguaggi totalmente diversi e distanti. Il Mondiale "unirà le persone", giura Infantino che "ringrazia sinceramente Trump per il suo sostegno" nel ribadire che il calcio "unisce il mondo". "Abbiamo discusso dello stato di avanzamento dei preparativi per l'imminente Coppa del Mondo e abbiamo anche parlato della situazione attuale in Iran. Abbiamo tutti bisogno di un evento come la Coppa del Mondo Fifa per unire le persone, ora più che mai - aggiunge il numero 1 del calcio mondiale - e ringrazio sinceramente il presidente degli Stati Uniti per il suo sostegno", la conclusione del presidente Fifa, che ribadisce il legame forte con Trump. Al presidente Usa, Infantino ha assegnato tra le polemiche il premio Fifa per la pace, lo scorso dicembre.

Il ministro dello Sport iraniano è di parere totalmente opposto: "Ci sono state imposte due guerre in otto/nove mesi, e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi. Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare". L'Iran è inserito nel Gruppo G del Mondiale con tre incontri già calendarizzati: il 15 giugno la sfida con la Nuova Zelanda a Los Angeles; il 21 giugno contro il Belgio ancora a Los Angeles; e il 26 giugno contro l'Egitto a Seattle. Nei giorni scorsi si erano rincorse voci di un possibile boicottaggio da parte dell'Iran anche alla luce della richiesta di asilo politico presentata da sei atlete della nazionale femminile che partecipava alla Coppa d'Australia a Sidney.

KeystoneTifosi iraniani e americani insieme allo stadio

Al momento non c'è alcuna rinuncia ufficiale di Teheran. La Fifa spera che l'Iran sia presente ma, qualora arrivasse un diniego formale, potrebbe procedere alla sostituzione. L'ipotesi più probabile è che il posto dell'Iran venga preso da un'altra nazionale asiatica in modo da rispettare il criterio di rappresentatività delle federazioni continentali. In lizza ci sono Emirati Arabi Uniti e Iraq: ma i primi sono anche loro alle prese con la guerra, mentre i secondi sarebbero teoricamente ancora impegnati nei playoff di qualificazione e impossibilitati a prendervi parte a causa del conflitto.

Nei giorni scorsi il ct dell'Iraq, Graham Arnold, ha infatti rivelato che difficilmente la sua squadra potrà raggiungere il Messico il prossimo 31 marzo per affrontare una tra Bolivia e Suriname a Monterrey, per i playoff di accesso alla Coppa del mondo. Lo spazio aereo iracheno non aprirà prima del primo aprile, quindi solo dopo l'incontro. L'alternativa per l'Iraq sarebbe raggiungere la Turchia per via terrestre per poi prendere un volo per il Messico.