Estero

Spari lungo il confine siriano-libanese, timori di un nuovo fronte tra Hezbollah e Damasco

Colpi di mortaio e artiglieria dalla Bekaa, rinforzi siriani al confine; Hezbollah smentisce e Damasco dialoga con Beirut per evitare l'escalation

11 marzo 2026
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(I timori dell'apertura di un nuovo fronte di guerra in Medio Oriente, quello tra gli Hezbollah libanesi vicini all'Iran e il nuovo esercito siriano sostenuto dagli Stati Uniti e che tollera l'occupazione militare israeliana nel sud-ovest della Siria, si sono concretizzati quando lungo l'Antilibano si sono verificati una serie di gravi incidenti.

Prima ci sono state incursioni israeliane dalla Siria e nella Bekaa libanese, roccaforte del Partito di Dio; poi spari di artiglieria provenienti dal territorio libanese contro le forze di Damasco.

L'esercito siriano ha inviato rinforzi al confine, mentre il leader siriano Ahmad Sharaa ha detto di sostenere il governo libanese nel suo progetto di disarmo del Partito di Dio. Hezbollah, però, smentisce di aver aperto il fuoco contro la Siria. Sul terreno, intanto, comunità locali siriane e libanesi si scambiano messaggi di calma e manifestano la volontà di non innescare alcun nuovo ciclo di violenza.

L'agenzia governativa siriana Sana ha riferito di colpi di mortaio provenienti dall'area di frontiera tra Kusaya e Serghaya caduti vicino a posizioni dell'esercito siriano nella regione di Damasco. L'incidente ha spinto le truppe siriane a rafforzare le proprie postazioni lungo la linea di confine.

Secondo fonti militari siriane, Damasco è in contatto con l'esercito libanese per valutare le "misure appropriate" ed evitare un'escalation nella zona dove il territorio dei due Paesi si intreccia per alcuni chilometri.

Da parte sua Hezbollah respinge ogni accusa: uno dei portavoce del movimento sciita, Yussuf Zayn, ha definito "assurdo" attribuirgli il lancio dei razzi e ha sostenuto che dietro l'episodio vi sarebbe "una terza parte", probabilmente Israele, interessata a provocare uno scontro diretto tra Hezbollah e la Siria.

L'episodio avviene pochi giorni dopo il raid israeliano con elicotteri nella Bekaa contro Nabi Shit, cittadina legata al Partito di Dio, mentre cresce la tensione nella valle orientale del Libano, considerata uno dei principali retroterra militari del movimento sciita.

Secondo analisti e fonti militari citate dai media libanesi, Israele potrebbe puntare a creare una situazione di tensione lungo il confine siriano-libanese per provocare un confronto tra le forze di Damasco e Hezbollah e aprire così un fronte orientale contro il movimento sciita.

In questo contesto si inseriscono anche le recenti dichiarazioni del leader siriano Ahmad Sharaa, che ha espresso sostegno al presidente libanese Joseph Aoun nei suoi sforzi per disarmare Hezbollah. Secondo fonti militari libanesi, tuttavia, un intervento diretto della Siria contro Hezbollah appare improbabile e le due parti restano in contatto per evitare un allargamento del conflitto.