Estero

Fukushima: 15 anni dopo, 26mila ancora sfollati

Il Giappone ricorda il disastro del 2011 con sfide ancora aperte.

11 marzo 2026
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Il Giappone commemora il quindicesimo anniversario del triplice disastro dell'11 marzo 2011, che ha visto un terremoto di magnitudo 9, uno tsunami devastante e l'incidente nucleare di Fukushima. Questo evento ha causato oltre 19.700 vittime, rappresentando la crisi atomica più grave al mondo dopo Chernobyl.

Secondo la Polizia nazionale, i morti accertati sono 15.900, mentre 2.519 persone risultano ancora disperse nelle prefetture di Miyagi, Fukushima e Iwate. Inoltre, l'Agenzia per la ricostruzione ha registrato 3.810 decessi correlati al disastro, tra cui malattie e suicidi legati allo stress e alle condizioni di evacuazione.

A distanza di 15 anni, circa 26.000 persone rimangono sfollate. Molti di loro sono anziani che vivono soli in alloggi temporanei, una delle conseguenze sociali ancora irrisolte della tragedia. Sul fronte nucleare, la Tokyo Electric Power (Tepco) ha rinviato al 2037 o oltre l'inizio del recupero su larga scala dei detriti di combustibile fuso dai reattori 1 e 3, dove si stima siano presenti circa 880 tonnellate di materiale radioattivo.

Finora, sono stati recuperati solo campioni di poco meno di un grammo dal reattore numero 2. Un nuovo tentativo di recupero mediante un braccio robotico è previsto per l'autunno, mentre il completamento dello smantellamento dell'impianto entro il 2051 è considerato dagli esperti "estremamente complesso".

Nonostante ciò, la ricostruzione infrastrutturale ha fatto progressi significativi. Sono stati stanziati oltre 41.000 miliardi di yen, circa 223 miliardi di euro, per l'innalzamento dei terreni lungo la costa, la realizzazione di nuove opere e la costruzione di circa 430 chilometri di barriere anti-tsunami, progetti ormai in gran parte completati.

Nonostante la graduale revoca degli ordini di evacuazione in diversi comuni della prefettura di Fukushima, che ha permesso il ritorno di quasi 3.800 residenti, la carenza di alloggi e il rapido invecchiamento della popolazione restano tra i principali ostacoli al pieno recupero socioeconomico della regione.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni