Estero

Iran: Mojtaba Khamenei al debutto, braccato da USA e Israele

9 marzo 2026
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Sulla schiena ha già un bersaglio piazzato da Israele, e il presidente statunitense Donald Trump non fa mistero delle sue intenzioni: "Non sono contento di lui, non so se durerà". È un'eredità avvelenata quella che Ali Khamenei ha lasciato al figlio Mojtaba, 57 anni, probabilmente ferito nello stesso raid israelo-americano che ha ucciso il padre, la moglie e anche un figlio nel primo giorno di attacchi sull'Iran, eletto ieri sera nuova Guida suprema della Repubblica islamica da un'Assemblea degli esperti divisa al suo interno.

Ora, schiacciato tra la guerra contro i nemici di sempre e le rivolte interne già represse nel sangue all'inizio dell'anno con migliaia di vittime, il nuovo Khamenei è atteso alla prova dei fatti, ma per lui la prima sfida è quella di sfuggire agli attacchi di USA e Israele, che hanno già decapitato il regime, e restare in vita.

Scegliendo Mojtaba "hanno commesso un grosso errore. Non so se durerà", ha detto Trump. Anche il ministero degli esteri israeliano è lapidario: "Tale padre, tale figlio", ha scritto sulla rete sociale X pubblicando una foto dei due e sottolineando come Mojtaba abbia "le mani già macchiate dallo spargimento di sangue che ha caratterizzato il governo di suo padre". "Aspettate e vedrete", ha risposto il ministro Gideon Sa'ar all'emittente televisiva statunitense Cnn, che gli chiedeva se Mojtaba fosse un obiettivo di Israele.

Una volta annunciata, la sua elezione è stata celebrata da tutto l'establishment, a partire dal Corpo delle guardie della rivoluzione islamica - di cui Mojtaba è stato comandante -, dalle più alte cariche della Repubblica islamica, dalle forze armate, fino alle milizie filoiraniane della regione, come Hezbollah e gli Houthi che gli hanno giurato fedeltà.

Ma la seduta degli Esperti, dopo un primo tentativo interrotto martedì scorso dai bombardamenti, ha mostrato le fratture tra la linea delle Guardie rivoluzionarie che cercavano la continuità del potere e quella di diversi membri del clero sciita contrari al trasferimento dinastico del massimo ruolo del regime a una figura che, per di più, ritengono priva di un livello accettabile di giurisprudenza islamica.

L'ayatollah Mohsen Heidari ha infatti fatto sapere che alcuni degli 88 saggi che compongono l'Assemblea non erano stati nemmeno informati della convocazione "e non hanno potuto partecipare alla riunione per il voto nonostante si trovassero nella città di Qom". Tuttavia, ha aggiunto Heidari, il quorum dei due terzi è stato raggiunto e Mojtaba avrebbe ottenuto quasi l'85% dei voti dei presenti.

La sua elezione "è una manifestazione della volontà di governo del popolo", ha affermato il presidente Masoud Pezeshkian su X, mentre per il capo della sicurezza nazionale e stretto collaboratore di Khamenei padre, Ali Larijani, la nomina di Mojtaba è causa di "disperazione" a USA e Israele.

Ma nonostante il regime abbia radunato in piazza a Teheran e in altre città enormi folle per mostrare il sostegno della popolazione alla nuova Guida suprema, sulle reti sociali circolano anche video delle proteste contro il nuovo volto di un regime uguale a se stesso: nella forma usata anche di recente e considerata più sicura per i dimostranti, in molti hanno urlato di notte "Morte a Mojtaba" da tetti e finestre delle loro case.