A dieci giorni dall'inizio degli attacchi di Israele e Usa in Iran, le risposte da parte delle forze armate di Teheran e l'allargamento del conflitto al Libano, "quasi 300 bambini sono stati uccisi in tutta l'area, l'equivalente di più di uno ogni ora": è quanto denunciato in una nota da Save the Children.
L'organizzazione chiede pertanto "urgentemente la cessazione delle ostilità per proteggere i bambini da ulteriori danni", sottolineando in particolare la situazione in Libano, dove "oltre 700.000 persone, tra cui oltre 200.000 minori, sono state sfollate" secondo dati del governo locale.
Save the Children spiega che sta "distribuendo beni essenziali come coperte, materassi, cuscini, prodotti per neonati, articoli per l'igiene e acqua alle famiglie sfollate" nella zona. "È devastante che i raid aerei in Libano abbiano causato la morte di 83 bambini e il ferimento di altri 254, tra i quasi 300 bambini uccisi nella regione", ha dichiarato Nora Ingdal, direttrice dell'organizzazione nel Paese mediorientale. "Non si tratta solo di numeri: si tratta di giovani vite stroncate e di bambini il cui futuro è stato segnato per sempre dalla guerra".
Ingdal ha aggiunto che "ogni guerra è una guerra contro i bambini, e ancora una volta li vediamo pagare il prezzo più alto per un conflitto che non hanno né iniziato né in cui hanno avuto voce in capitolo". La priorità, ha anche sostenuto, è "una cessazione immediata delle ostilità", così come che "tutte le parti in causa" rispettino "le leggi internazionali e il diritto umanitario".
Save the Children ricorda che "sta intervenendo in tutta la regione, con programmi in Libano, Territorio Palestinese Occupato, Siria, Iraq, Yemen, Afghanistan e Pakistan" in sostegno dei bambini.