I media tedeschi hanno rivelato però anche le forti critiche all'interno di Afd sul candidato Markus Frohnmaier, rimasto sotto le ambizioni del partito che a livello federale oscilla fra il 23 e il 26%, alternandosi alla vetta dei sondaggi nazionali con i conservatori del cancelliere. I due sfidanti principali, Hagel e Oezdemir, si sono contesi l'eredità di Kretschmann in una campagna infiammatasi alla fine, per un video che ha messo in difficoltà il democristiano: tradito dagli apprezzamenti su una alunna dagli "occhi di cerbiatta", dopo la visita ad una scuola fatta da consigliere regionale 8 anni fa.
Il testa a testa, prolungatosi fino a tarda sera, per un progressivo assottigliamento della distanza, è stato vinto dagli ecologisti per un soffio: per le proiezioni delle 21.45, pubblicate dalla Zdf, i Verdi hanno raggiunto il 30,3% (-2,3%), mentre la Cdu si fermerebbe al 29,7 (+5,6%). Netta invece l'ascesa di Afd, che arriverebbe al 18,8%, raddoppiando con un progresso di 9,1 punti. Storica sconfitta invece per i socialdemocratici, con il 5,5% (-5,5 punti) che li vede di poco sopra la soglia di sbarramento. Fuori dal parlamentino finiscono i liberali, con un disastroso 4,4% (-6,1) e la Linke, data al 4,4 (-0,8).
"Stoccarda conosce la paura del futuro", aveva ammesso in campagna elettorale Hagel, riferendosi alla crisi economica che pesa sull'umore dell'elettorato in una regione ricca e a forte vocazione industriale. Uno studio citato dalla Sueddeutsche Zeitung in questi giorni mette in chiara luce il problema: entro il 2030 potrebbero andar persi 66 mila posti di lavoro. E del resto Bosch, Porsche e Mercedes hanno già avviato dolorosi percorsi di risanamento. Un declino di cui approfitta l'ultradestra, che da sempre raccoglie e amplifica le ansie della gente legate al cambiamento, e che in questi giorni è stata aiutata dalla sentenza favorevole del tribunale di Colonia. Rispondendo a un ricorso di urgenza di Alternativa, i giudici hanno stabilito infatti che la classificazione di "estremisti", certificata dai Servizi interni, non sussista. Accento svevo, cittadino tedesco da quando ha 18 anni, Cem Oezdemir, che diventerà governatore, è figlio di un Gastarbeiter turco e al tema dell'integrazione (oltre al clima) ha dedicato buona parte della sua vita politica. Nato nel Baden-Wuerttemberg, 61 anni, due figli, è deputato dal 1994, è stato leader dei Verdi nel 2008 e ministro dell'Agricoltura di Olaf Scholz. Con lui, figura di riferimento federale, anche i colleghi di partito hanno un problema: è l'unico a tenere alti gli ecologisti in un momento di crisi nera.