Estero

Il Corriere della Sera celebra i suoi 150, sguardo al futuro e AI

6 marzo 2026
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Era la sera del 5 marzo 1876 quando gli strilloni in piazza della Scala a Milano si misero a vendere il primo numero del Corriere della Sera, 15 mila copie nel primo giorno.

Proprio al teatro alla Scala Urbano Cairo, il presidente di Rcs, ha ricordato quel giorno durante la cerimonia per ripercorrere i 150 anni della testata e spiegare i cambiamenti che da allora il quotidiano di via Solferino ha vissuto e raccontato, e ancora vive e racconta.

Perché, come ha sintetizzato il direttore Luciano Fontana, "importante è affrontare con testa e con cuore il futuro. Credo che sia il modo migliore per celebrare questo nostro anniversario, la nostra storia come una leva decisiva per i prossimi passi", che includono anche la sfida dell'Intelligenza artificiale che presenta "rischi anche seri ma anche opportunità".

Alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, accolto al suo ingresso in platea da quasi due minuti di applausi del pubblico in piedi, da politici, giornalisti, personalità dell'economia, dei sindacati e delle università, Fontana ha ribadito quanto ancor più in questo momento, mentre siamo bombardati di notizie, informazioni, propaganda e fake news, ci sia un ruolo "amplissimo per un'informazione seria, fattuale, libera dalle faziosità".

Il Corriere in questi 150 anni è cambiato, non è solo un quotidiano di carta ma "un sistema di informazione" che include web, newsletter, app, 16 edizioni locali, 750 mila abbonati digitali, "una comunità unica in Italia". Quello che non è cambiato è "il principio di portare a tutti, in qualunque modo ci vogliano seguire, una informazione di qualità".

Il sindaco Giuseppe Sala e il sovrintendente della Scala Fortunato Ortombina - primi a parlare dal palco - hanno entrambi sottolineato il legame del Corriere con Milano. E il legame che ciascuno ha con il quotidiano. D'altronde, "il Corriere della Sera - ha assicurato il direttore - è la casa di tutti, ognuno viene accolto e rispettato, nessuno deve sentirsi escluso, soprattutto quando il giornale esprime una opinione che magari non è condivisa da tutti".

L'orchestra della Scala diretta da Alexander Soddy ha suonato, oltre all'inno di Mameli, brani dalla Norma di Bellini e da Die Götterdämmerung di Wagner. Le attrici Cristiana Capotondi e Serena Rossi hanno ripercorso la storia del quotidiano di cui è stato direttore storico Luigi Albertini, dove hanno scritto Dino Buzzati, Eugenio Montale, Pierpaolo Pasolini, Walter Tobagi, ucciso dalle Br, e Maria Grazia Cutuli, uccisa in Afghanistan, a cui la sala ha tributato un applauso, come ha applaudito quando il presidente della fondazione Corriere della sera Ferruccio de Bortoli ha voluto "augurare tutta la nostra sincera solidarietà a chi teme per il futuro del proprio giornale: più voci diverse ha il Paese, più il Paese è forte".