"Israele è riuscito a sopprimere il sistema missilistico balistico iraniano. Ora passiamo alla fase successiva della campagna", lo ha detto il capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir in una dichiarazione.
"Ora aumenteremo il colpo inferto alle fondamenta del regime. Abbiamo altre mosse sorprendenti. Daremo la caccia ai nostri nemici, tutti quanti", ha aggiunto. "Nel giro di 24 ore, i piloti hanno spianato la strada per Teheran. Abbiamo distrutto circa l'80% dei sistemi di difesa aerea, ottenuto una superiorità aerea pressoché totale nei cieli iraniani. Neutralizzato oltre il 60% dei lanciatori di missili balistici".
Intanto il ministro della difesa Israel Katz, in un'intervista a Channel 12, ha affermato che "la decisione di eliminare (l'ayatollah Ali) Khamenei è stata presa a novembre". Il premier Benyamin "Netanyahu ha stabilito l'obiettivo durante una riunione ristretta a novembre e la realizzazione era programmata per maggio-giugno di quest'anno. Il dialogo con gli USA è arrivato più tardi, con lo scoppio delle manifestazioni in Iran", ha aggiunto Katz.
Mentre il portavoce dell'esercito Nadav Shoshani ha evidenziato che "secondo il diritto internazionale dei conflitti armati, i comandanti militari che dirigono le forze armate durante una guerra possono costituire obiettivi militari legittimi. In qualità di Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei ha ricoperto il ruolo di comandante in capo delle forze armate iraniane, diventando la massima autorità militare del regime".