"Per essere liberi, bisogna essere temuti, e per essere temuti bisogna avere potenza". Sull'onda della guerra in Medio Oriente il presidente francese Emmanuel Macron cambia di fatto la dottrina nucleare dell'Esagono e fa un decisivo passo avanti nel progetto dell'ombrello atomico europeo targato Parigi.
Sono otto i paesi che hanno già dato disponibilità a collaborare con la Francia. Tra questi ci sono Gran Bretagna e Germania, ma non c'è l'Italia. È tempo che l'Europa prenda "in mano il proprio destino", ha sentenziato il presidente in un discorso tenuto nella base dei sottomarini nucleari a Île Longue, vicino a Brest, in Bretagna.
Parigi, ha annunciato Macron, aumenterà le testate nucleari - al momento sono 290 - e non comunicherà più il numero di quelle a disposizione. Allo stesso tempo verrà lanciata una strategia di deterrenza avanzata, che permetterà agli aerei francesi dotati di armi nucleari di essere dispiegati nei paesi che hanno aderito all'iniziativa. Al momento si tratta di Gran Bretagna, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Polonia, Svezia e Grecia.
"Macron e io abbiamo istituito un gruppo direttivo sul nucleare in cui coordiniamo le questioni relative alla deterrenza. Intendiamo adottare misure concrete entro la fine dell'anno, tra cui la partecipazione convenzionale della Germania alle esercitazioni nucleari francesi", ha spiegato il cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla rete sociale X. La nuova strategia nucleare sembra quindi riavvicinare Parigi e Berlino offuscando le tensioni emerse nelle settimane sul progetto del supercaccia comune. Londra, Parigi e Berlino "lavoreranno insieme a progetti di missili di lunghissima gittata", ha spiegato Macron, tentando di spegnere subito eventuali dualismi con la Nato. La nuova dottrina di deterrenza nucleare, ha precisato, "è perfettamente complementare" alla strategia di difesa dell'Alleanza.
Al di là delle parole d'ordinanza, Parigi di fatto prova a mettere il turbo sul binario dell'autonomia strategica europea. Lo fa seguendo uno schema intergovernativo, l'unico praticabile nel settore della difesa, e nel mezzo di una guerra, quella in Medio Oriente, che può avere effetti imprevedibili nel Vecchio Continente.
La costante minaccia russa e la minor affidabilità dell'America del presidente Donald Trump sono altri due ingredienti chiave di questa svolta francese ed europea che, non a caso, ha visto l'immediata adesione della Danimarca. L'Europa comincia a voler camminare da sola ma continua a farlo in ordine sparso.
Sulla guerra in Iran la posizione dei 27 ha raggiunto un certo equilibrio nella riunione dei ministri degli esteri di ieri, ma difficilmente si andrà oltre. La Spagna del premier Pedro Sanchez si è fatta portavoce delle non poche perplessità che serpeggiano in alcune cancellerie sull'attacco preventivo di USA e Israele all'Iran. "Madrid è diventata il simbolo di un'Europa pateticamente debole", ha sbottato il repubblicano Lindsey Graham su X. Incalzati nel corso della conferenza stampa su una valutazione della mossa di Trump rispetto a eventuali violazioni del diritto internazionale, i portavoce della Commissione hanno glissato, limitandosi a ribadire l'invito alle parti alla "moderazione" e la netta avversità di Bruxelles nei confronti del regime degli Ayatollah.
L'allerta in Europa sta salendo con l'incedere delle bombe in Medio Oriente, e non solo a causa dei droni lanciati contro Cipro. Nel collegio dei commissari competenti sulla sicurezza convocato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è stato fatto il punto sui rischi provenienti da potenziali cellule dormienti iraniane. Giovedì la task force dell'UE sull'energia analizzerà uno degli aspetti più temuti della crisi mediorientale. L'esecutivo europeo ha inoltre avviato un monitoraggio più stretto sulle migrazioni, che con l'apertura del fronte in Libano rischia di tornare caldissimo. Al momento non sembra all'orizzonte un vertice straordinario dei 27 sulla guerra in Iran ma la situazione resta molto fluida. Nel frattempo, Merz è volato a Washington, per un faccia a faccia con Trump che, con il passare delle ore, è diventato via via più importante.