Il premier Albanese sostiene le azioni contro il regime iraniano, criticato in patria.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha espresso il suo sostegno agli attacchi missilistici condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro il regime iraniano, definito "brutale e oppressivo". Albanese ha dichiarato che non c'è motivo di piangere la morte del leader supremo Ali Khamenei.
Pur sottolineando che l'Australia non è coinvolta direttamente negli attacchi militari recenti all'Iran, il governo australiano si oppone al regime iraniano e appoggia le azioni che mirano a smantellare le capacità nucleari del paese.
La posizione di Albanese si discosta da quella del segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, e ha suscitato critiche interne da parte dei Verdi, della sinistra laburista e del gruppo Labor Against War. "Sosteniamo le azioni degli Stati Uniti per impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare e di continuare a minacciare la pace e la sicurezza internazionale", ha affermato il primo ministro.
Il leader dell'opposizione conservatrice, Angus Taylor, ha definito la morte di Khamenei "una buona notizia" e "una sconfitta per la tirannia". Taylor ha aggiunto che è necessario che le nazioni occidentali collaborino per sostenere un nuovo governo iraniano, impegnato a favore del suo popolo e dei diritti democratici.
La leader dei Verdi, Larissa Waters, ha criticato gli attacchi all'Iran, definendoli "illegali, aberranti e unilaterali". Ha dichiarato che il sostegno dell'Australia all'attacco "illegale" di Trump e Netanyahu è vergognoso, sottolineando che non si può cercare la pace attraverso i bombardamenti. Waters ha inoltre denunciato che la guerra non porterà sicurezza al popolo iraniano, già colpito duramente, con 60 bambine uccise in un attacco a una scuola elementare nell'Iran meridionale.