Funzionari: sequestrate le navi principali della flottiglia; espulsione volontaria con liberatoria e rimpatrio entro 24-48 ore, altrimenti detenzione e iter giudiziario
«Al loro arrivo in Israele gli attivisti saranno espulsi secondo la procedura», hanno confermato funzionari israeliani, secondo quanto riporta Ynet.
Nell'operazione notturna sono state sequestrate le navi "principali e più significative" della flottiglia, riferiscono le stesse fonti, sottolineando che "le altre imbarcazioni sono rimaste senza un leader e quindi hanno cambiato direzione e non rappresentano una minaccia. Le stiamo monitorando, ma non le consideriamo una minaccia".
Come già avvenuto in casi simili in passato, la procedura prevede l'espulsione volontaria immediata per gli attivisti che firmano una liberatoria in cui accettano di lasciare il Paese rinunciando a procedimenti legali. In questo caso il rimpatrio avviene di solito con voli charter o di linea, entro 24-48 ore.
In caso invece di rifiuto dell'espulsione volontaria scatta l'iter giudiziario: l'attivista viene trattenuto in detenzione e deve comparire davanti a un giudice per la convalida del fermo per ingresso illegale. Al termine dell'iter giudiziario scatta l'espulsione coatta.