Estero

GB: nuove dimissioni all'interno di governo Starmer

28 febbraio 2026
|

Cade un'altra testa nel governo britannico, sulla scia di uno dei vari scandali che investono la compagine laburista di Keir Starmer. Stavolta le dimissioni obbligate riguardano il ministro Josh Simons, fedelissimo del premier e numero due del suo ufficio di gabinetto, travolto da una torbida vicenda di spionaggio di giornalisti scomodi giusto una settimana dopo il fermo temporaneo di polizia dell'ex eminenza grigia del New Labour ed ex ambasciatore negli Usa, Peter Mandelson, accusato d'aver passato segreti governativi nel primo decennio degli anni 2000 al defunto faccendiere pedofilo americano suo amico Jeffrey Epstein.

Il passo indietro di Simons, da giorni nella bufera, è arrivato stasera - nascosto dalle drammatiche notizie di guerra innescate nel mondo dall'attacco di Usa e Israele all'Iran - e azzoppa ulteriormente la traballante leadership di sir Keir. Tanto più all'indomani del risultato elettorale, devastante per il premier, del voto suppletivo in un collegio dell'area metropolitana di Manchester perso per la prima volta in 95 anni dai laburisti: superati sia dalla sinistra radicale dei trionfatori Verdi, sia dalla destra trumpiana di Reform Uk di Nigel Farage.

Simons è stato costretto a farsi da parte - all'esito di un'inchiesta interna affidata a sir Laurie Magnus, advisor etico indipendente chiamato a sorvegliare sulle violazioni degli standard di comportamento nell'esecutivo - in relazione a uno scandalo montato di recente sui media a proposito di una campagna anti-giornalisti condotta a suo tempo da Labour Together: think tank promosso dagli eredi del New Labour di Tony Blair che negli ultimi anni ha spianato la strada all'ascesa al potere di Starmer e di cui l'ex ministro è stato per un periodo a capo.

L'accaduto fa riferimento al versamento di decine di migliaia di sterline a favore di una società americana di pr, Apco Worldwide, incaricata a quanto pare di spiare la vita privata e d'infangare vari reporter - anche evocando fantomatiche imbeccate di falsi dossier russi o cinesi - 'rei' d'aver denunciato il sospetto di cospicue donazioni non dichiarate alla campagna di Starmer raccolte da Labour Together prima delle elezioni del 2024.