Il premier britannico afferma che il Regno Unito non ha partecipato ai raid contro l'Iran e invita Teheran a evitare l'escalation; misure difensive attivate
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha confermato in un breve discorso al Paese di aggiornamento sulla situazione bellica innescata dagli attacchi di USA e Israele all'Iran che il Regno Unito non ha partecipato ai raid, ma ha annunciato che aerei della Royal Air Force (RAF) sono stati schierati in volo nelle ultime ore "nei cieli del Medio Oriente" in operazioni di difesa di Paesi arabi alleati di Londra, presi di mira dalla risposta di Teheran in quanto ospitano basi militari americane.
Starmer ha poi ribadito l'appello del suo governo, già condiviso con Francia e Germania, contro ogni ulteriore "escalation" nella regione.
Starmer non ha avanzato alcuna critica esplicita all'attacco israelo-americano, additando invece le responsabilità attribuite alla Repubblica Islamica che, a suo dire, "può far finire tutto questo ora". Spetta a Teheran, nelle sue parole, "evitare ulteriori attacchi, rinunciare al suo programma di armamento e cessare la spaventosa violenza e repressione contro il popolo iraniano".
Quanto alla sicurezza nazionale britannica, al centro nelle scorse ore di una riunione ad hoc del comitato per le emergenze Cobra, il premier - rivolgendosi attraverso la tv al Paese dal numero 10 di Downing Street - ha sottolineato che il Regno ha già messo in piedi una serie di "misure difensive", anche a tutela delle proprie basi militari, del proprio personale diplomatico e dei propri cittadini nei Paesi della Regione. "Stiamo contattando i cittadini britannici" presenti nell'area del Medio Oriente coinvolta dal conflitto "per fare tutto ciò che è possibile a loro sostegno", ha detto.
Riprendendo quanto affermato in una consultazione preventiva con i leader di Francia e Germania, Emmanuel Macron e Friedrich Merz, Keir Starmer ha infine ripetuto che "è vitale prevenire un'ulteriore escalation e tornare al tavolo diplomatico", con l'obiettivo di garantire "la pace, la sicurezza e la protezione della vita dei civili".