Estero

GB: governo frena su ratifica restituzione delle Chagos a Mauritius

25 febbraio 2026
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Informazioni confuse e contraddittorie dal governo britannico di Keir Starmer sul contestato accordo recente di cessione da parte del Regno Unito dell'ex possedimento coloniale dell'arcipelago delle Chagos alla Repubblica di Mauritius, accordo sollecitato a suo tempo dall'Onu e dalla giustizia internazionale, ma criticato sia dal presidente americano Donald Trump sia dalle opposizioni di destra a Westminster.

Una fonte di Downing Street citata dalla BBC ha escluso che l'iter di ratifica di questo accordo sia stato formalmente "messo in pausa", smentendo di fatto quanto dichiarato solo poche ore prima alla Camera dei comuni da Hamish Falconer, viceministro degli esteri incaricato di rispondere ad alcune interrogazioni.

Falconer aveva parlato apertamente di una fase "di pausa", in attesa di nuove consultazioni con l'alleato americano, sottolineando come l'attuale amministrazione americana avesse inizialmente dato il suo placet all'intesa, al pari di quella precedente.

Ma definendo anche "molto significativa" l'ultima dichiarazione in materia ("del presidente") il quale aveva bollato il trasferimento sulla sovranità sulle isole in questione come "un atto di stupidità" da parte del governo di Londra.

Delle Chagos fa parte anche l'isola di Diego Garcia, dove il Regno dispone di una base aerea condivisa con Washington, di grande rilevanza strategico-militare nell'Oceano Indiano: base che il governo Starmer sembra abbia peraltro deciso di non mettere a disposizione del grande alleato americano in caso di attacco imminente all'Iran, contribuendo così a rilanciare la furia di Trump in relazione a questo dossier.

L'accordo sulle Chagos prevede il passaggio della sovranità di tutte le isole dell'arcipelago a Mauritius, ma con un clausola a parte su Diego Garcia, di cui Londra ha ottenuto di mantenere il controllo grazie a un contratto di affitto di 99 anni rinnovabili, al costo di 101 milioni di sterline annue (circa 106 milioni di franchi al cambio attuale).