Il governo riconosce il diritto degli studenti a manifestare ma invita a tutelare luoghi sacri e bandiera; proteste pro-scià e interventi di sicurezza in diversi atenei
Gli studenti iraniani hanno il diritto di protestare, ma non devono oltrepassare le "linee rosse", ha avvertito il governo nella sua prima reazione dopo che da sabato sono riprese le proteste in alcune università. "Naturalmente hanno il diritto di protestare", ha affermato la portavoce Fatemeh Mohajerani. "Ma ci sono linee rosse da proteggere e da non oltrepassare, nemmeno nel vivo della rabbia", ha aggiunto in una conferenza stampa settimanale, citando come esempi "i luoghi sacri e la bandiera" della Repubblica islamica.
Anche oggi, per il quarto giorno consecutivo, si sono tenute manifestazioni di protesta contro la Repubblica islamica in vari atenei iraniani. Secondo quanto riferisce il canale dissidente iraniano con sede a Londra, 'Iran International', gli studenti dell'università tecnologica di Isfahan si sono radunati oggi intonando slogan a favore dello scià di Persia, nel contesto delle tensioni tra Teheran e Washington, mentre il figlio dello scià, Reza Pahlavi, ha più volte invitato gli iraniani a protestare contro la Repubblica islamica.
Un gruppo di studenti e laureati provenienti da università d'arte iraniane ha annunciato la costituzione di quella che hanno chiamato "Associazione Nazionale d'Arte del Leone e del Sole dell'Iran", esprimendo sostegno a Pahlavi, mentre slogan a favore dello scià sono stati intonati anche dagli studenti presso l'Università della Scienza e della Tecnologia di Teheran, mentre, secondo la newsletter universitaria dell'Università della Tecnologia 'Khajeh Nasir', sempre nella capitale iraniana, le forze di sicurezza avrebbero sparato gas lacrimogeni contro gli studenti all'interno dell'atrio del campus. A Teheran si sono tenuti sit-in di protesta anche da parte degli studenti della Facoltà di scienze mediche dell'Università della capitale e dell'Università di Alzahra, mentre, secondo alcune fonti sempre citate da 'Iran International', le forze di sicurezza e i membri del gruppo paramilitare Basij sono entrati all'Università di Alzahra per cercare di impedire il raduno.