Estero

Messico, 25 soldati uccisi negli scontri con i narcos

23 febbraio 2026
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Nel corso degli scontri e degli agguati seguiti all'uccisione in Messico di 'El Mencho', il boss del Cártel Jalisco Nueva Generación (Cjng), sono morti 25 soldati della Guardia Nazionale. Lo ha riferito il ministro della Sicurezza, Omar García Harfuch, in una conferenza stampa in cui ha assicurato che già "nella notte di domenica è stato ripristinato l'ordine pubblico" in tutti gli Stati del Paese e che "oggi non si registrano narco-picchetti".

Harfuch ha precisato che nel corso delle violenze scatenate dai narcos le forze di sicurezza hanno sofferto 27 agguati in cui hanno perso la vita 25 uomini della Guardia Nazionale, oltre a un custode, un funzionario della procura di Jalisco e una donna mentre dal lato del Cjng si registrano "30 sicari uccisi".

Harfuch ha rivolto un appello alla popolazione "a mantenere la calma e ad avere fiducia nelle istituzioni" assicurando che l'uccisione di El Mencho "indebolisce una delle principali organizzazioni criminali del Paese responsabile di omicidi, traffico di persone, estorsioni, sequestri ed aggressioni armate alle autorità".

Intanto, è stato rivelato che "El Mencho", il temibile boss del più violento gruppo narcos del Messico, il Cártel Jalisco Nueva Generación (Cjng), è stato individuato e ucciso grazie a un infiltrato nella cerchia di conoscenti della sua amante, nella località di Tapalpa dello stato di Jalisco.

Oggi il ministro della Difesa, generale Ricardo Trevilla, in una conferenza stampa ha fornito maggiori dettagli sull'operazione militare condotta domenica inizialmente con l'obiettivo di arrivare alla cattura del capo del Cjng.

"Sono state approfondite le relazioni di "El Mencho" fino ad arrivare all'individuazione di un'amante. E' stato infiltrato un uomo e abbiamo avuto la conferma della sua presenza a Tapalpa. Il 21 febbraio abbiamo pianificato l'operazione e il 22 febbraio abbiamo dato il via", ha rivelato Trevilla.

Il ministro ha chiarito che El Mencho è rimasto gravemente ferito mentre cercava di fuggire nella selva con i suoi uomini e che la decisione di trasportarlo a Città del Messico e non a Guadalajara è stata presa per ragioni di sicurezza.