Estero

Iran condanna a morte almeno 26 partecipanti alle proteste, denuncia ONG

L'Ong Iran Human Rights parla di processi preliminari online, confessioni estorte, pressioni su accusati e famiglie e rischio di esecuzioni di massa

19 febbraio 2026
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Almeno 26 partecipanti alle recenti proteste in Iran "sono stati condannati a morte" in processi preliminari, mentre altre centinaia di persone rischiano l'attribuzione di reati per cui è prevista la pena capitale: lo denuncia in un rapporto l'Ong Iran Human Rights (Ihrngo).

La stessa organizzazione sostiene peraltro che i coinvolti in questi casi giudiziari e le loro famiglie sono "sottoposti a pressioni e minacce" affinché le loro situazioni non divengano note pubblicamente. E che per la magistratura iraniana resta in vigore "l'ordine di perseguire e punire" le persone considerate responsabili di disordini nelle recenti manifestazioni, agendo "con decisione e senza nessuna clemenza".

Iran Human Rights spiega che, in diversi casi, "i processi sono stati condotti online dai Tribunali Rivoluzionari", sottolineando che nei casi trattati come "questioni di sicurezza nazionale" gli accusati "perdono il diritto di scegliere liberamente il proprio avvocato".

"Il pericolo di esecuzioni di massa dei manifestanti detenuti è reale e imminente", è la denuncia del direttore dell'Ong, Mahmood Amiry-Moghaddam. "Queste condanne a morte si basano su confessioni estorte sotto tortura e pronunciate in procedimenti che non hanno nulla a che vedere con processi equi", ha aggiunto, facendo appello "alla comunità internazionale" ad "agire urgentemente per fermarle".