Documento del 'Gruppo arabo' condanna l'espansione israeliana in Cisgiordania; sostenuto da molti Paesi europei, Ue, Canada e Giappone e richiama la revoca delle misure
L'Italia ha aderito a un documento presentato all'Onu per condannare le azioni di Israele nei Territori. Nel documento, presentato dall'ambasciatore palestinese a nome del "Gruppo arabo", si "condannano fermamente le decisioni e le misure unilaterali israeliane volte ad espandere la presenza illegale di Israele in Cisgiordania".
"Decisioni contrarie agli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale" che "devono essere immediatamente revocate". Le dichiarazioni - riferisce il Ministero degli Esteri italiano - sono state sostenute, tra gli altri, dalla larga maggioranza dei Paesi europei, dall'Ue e da altri Stati con posizioni affini come Canada e Giappone.
Gli altri Paesi europei che hanno aderito alla dichiarazione sono Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Grecia e Finlandia, riferisce la Farnesina, sottolineando che l'adesione dell'Italia all'iniziativa palestinese conferma l'impegno a favore del diritto internazionale e la condanna di qualsiasi misura che possa compromettere la soluzione a due Stati.
Nel documento di condanna a Israele si legge inoltre che "ribadiamo il nostro rifiuto di tutte le misure volte a modificare la composizione demografica, le caratteristiche e lo status dei territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme Est. Tali misure violano il diritto internazionale, compromettono gli sforzi in corso per la pace e la stabilità nella regione, sono in contrasto con il Piano Globale e compromettono la prospettiva di raggiungere un accordo di pace che ponga fine al conflitto.
Riaffermiamo il nostro impegno, espresso nella Dichiarazione di New York, ad adottare misure concrete, in conformità con il diritto internazionale e in linea con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e con il parere consultivo del 19 luglio 2024 della Corte Internazionale di Giustizia, per contribuire alla realizzazione del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e per contrastare la politica illegale di insediamento nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e le politiche e le minacce di sfollamento forzato e annessione.
Ribadiamo che una pace giusta e duratura sulla base delle risoluzioni pertinenti delle Nazioni Unite, dei termini di riferimento di Madrid, compreso il principio di terra in cambio di pace, e l'Iniziativa di Pace Araba, ponendo fine all'occupazione israeliana iniziata nel 1967 e attuando la soluzione dei due Stati, in cui due Stati democratici, una Palestina indipendente e sovrana e Israele, vivono fianco a fianco in pace e sicurezza entro i loro confini sicuri e riconosciuti sulla base delle linee del 1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, rimane l'unica via per garantire la sicurezza e la stabilità nella regione".