Report del ministero della Difesa mostra interventi ad Ain Eker con esperti e mezzi locali; Parigi ha rifiutato di fornire le mappe richieste
In Algeria, le autorit�e0 hanno avviato le prime operazioni di bonifica parziale dai residui radioattivi nei siti che ospitarono i test atomici condotti dalla Francia a partire dal febbraio 1960 nel Sahara algerino, in un contesto segnato dal rifiuto di Parigi di fornire le mappe delle aree contaminate, nonostante le ripetute richieste avanzate da Algeri.
L'operazione �e8 stata resa nota attraverso un documentario, realizzato dal ministero della Difesa e trasmesso dalla tv pubblica algerina nella serata di ieri, che mostra per la prima volta un team di esperti nazionali impegnato in interventi tecnici e ingegneristici di decontaminazione, utilizzando esclusivamente mezzi e competenze locali.
In assenza di documentazione e mappe dettagliate sui test francesi, le autorit�e0 algerine hanno fatto affidamento sulle proprie capacit�e0 scientifiche per avviare un processo di riabilitazione parziale delle aree contaminate, classificate come ad alto rischio. Prima dell'intervento sul campo sono stati condotti studi preliminari per valutare i livelli di radioattivit�e0 e definire i protocolli di sicurezza.
Nel documentario compaiono decine di esperti algerini, equipaggiati con tute protettive antiradiazioni, impegnati nelle operazioni di raccolta di scorie e terreni contaminati nel sito di Ain Eker, nella provincia di Tamanrasset, nell'estremo sud del Paese.
I materiali recuperati vengono successivamente confinati in contenitori di cemento appositamente progettati, mentre un responsabile tecnico ha spiegato che la prima fase dei lavori �e8 dedicata alla raccolta dei dati e alla misurazione dei livelli di radiazione nell'aria, nel suolo e nei sedimenti.
Tra il 1960 e il 1966 la Francia aveva effettuato 17 test nucleari nel deserto algerino, lasciando un'eredit�e0 di contaminazione radioattiva diffusa nel sud del Paese, con conseguenze sanitarie, ambientali e sociali che, secondo le autorit�e0 algerine, restano visibili ancora oggi, in particolare nell'aumento dei casi di cancro e nel degrado delle risorse naturali.