Estero

Shin Bet smantella gruppo terroristico in Cisgiordania

Operazione contro miliziani libanesi. Critiche internazionali su decisioni israeliane.

10 febbraio 2026
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Lo Shin Bet, il servizio di intelligence interno israeliano, ha annunciato di aver smantellato un gruppo terroristico operante in Cisgiordania, gestito da miliziani con base in Libano. L'operazione ha portato all'arresto di Muhammad Tzedaka, originario del villaggio di Anza, sospettato di pianificare un attacco terroristico. Durante l'interrogatorio, Tzedaka ha confessato di essere stato reclutato in Libano da Musa Abu Saif, noto come "Jibril". Ha inoltre coinvolto altri due individui, Muhammad Khalil di Ramallah e Muhammad Brahma di Anza, anch'essi arrestati.

Parallelamente, è stata scoperta un'altra cellula terroristica collegata alla stessa rete libanese, portando all'arresto di due giovani per ulteriori interrogatori. Mujahid Dahsha, un libanese con legami con Hamas e Hezbollah, è stato identificato come il leader dell'infrastruttura che ha reclutato entrambe le cellule.

Nel frattempo, Anke Schlimm, capo dell'ufficio di rappresentanza tedesco a Ramallah, ha criticato su X la decisione del gabinetto di sicurezza israeliano di permettere l'acquisto di terreni privati e trasferire parti dell'amministrazione in Cisgiordania, specialmente nell'area di Hebron. Schlimm ha dichiarato che questa decisione viola il diritto internazionale e ostacola la soluzione dei due Stati, sottolineando che la Cisgiordania è parte integrante di un futuro Stato palestinese. L'ambasciatore tedesco in Israele, Steffen Seibert, ha espresso pieno accordo con Schlimm, affermando che le decisioni israeliane violano gli obblighi internazionali.

In precedenza, il presidente Donald Trump aveva espresso la sua opposizione all'annessione della Cisgiordania da parte di Israele, come riportato da Axios. Secondo fonti della Casa Bianca, una Cisgiordania stabile è fondamentale per la sicurezza di Israele e per l'obiettivo di pace nella regione. Trump incontrerà il premier israeliano Benjamin Netanyahu mercoledì.

Il Consiglio dei ministri palestinese ha ordinato a tutte le istituzioni pubbliche e private di non adottare le misure israeliane sulla vendita di terreni, rispettando le leggi vigenti. Secondo l'esecutivo di Ramallah, le misure israeliane mirano a ostacolare la creazione di uno Stato palestinese, accelerando l'espansione degli insediamenti e mantenendo il blocco dei proventi palestinesi. È stato inoltre ribadito il rifiuto di qualsiasi violazione dello status dei luoghi sacri islamici e cristiani, in riferimento al trasferimento dell'autorità sulla moschea di Ibrahimi dal comune di Hebron all'amministrazione civile israeliana.