Il VDA segnala produzione ferma a poco più di 4 milioni, tagli occupazionali diffusi e investimenti privati a rischio; appello a Berlino e Bruxelles
È un quadro di luci e ombre quello dell'industria automobilistica tedesca presentato oggi dal Verband der Automobilindustrie (VDA), l'organizzazione di rappresentanza del settore.
Tra le ombre pesano la difficoltà della produzione interna, ferma a poco più di quattro milioni di autoveicoli (prima della pandemia erano 4,7 milioni), e il costante taglio di posti di lavoro. Secondo il VDA, che ha pubblicato oggi un'indagine condotta a gennaio e che ha coinvolto 124 imprese del settore, un'azienda su due effettua tagli del personale o si prepara a farlo. Dal 2029, anno prima della pandemia, ad oggi l'occupazione è calata di oltre centomila posti di lavoro. Viene evidenziato anche il ruolo avuto dai dazi nel frenare le esportazioni.
Per queste ragioni Hildegard Müller, presidente del VDA, parla di un problema della Germania come sito produttivo e invita sia il governo nazionale sia la Commissione europea ad avviare le riforme necessarie per migliorare la competitività del settore. "Noi, Europa e Germania, ci rendiamo sempre più conto che il nostro modello, il nostro modo di regolamentare la trasformazione attraverso un'economia pianificata, non è un modello di successo. Al contrario è un invito agli altri, ai nostri concorrenti e rivali, a colmare le lacune che l'Europa lascia a causa della sua scarsa attrattiva come sede economica".
Proprio l'assenza di un quadro chiaro e favorevole alle imprese sta frenando ulteriori investimenti privati: circa il 70% delle aziende pensa di posticiparli se non di annullarli. In particolare, secondo Müller, "la Germania deve insistere affinché l'apertura tecnologica annunciata da Bruxelles non rimanga solo una promessa, ma diventi realtà. Il principio fondamentale deve essere quello di abbandonare obblighi e sanzioni a favore di incentivi basati sul mercato. Non possiamo assolutamente ritenerci soddisfatti delle attuali proposte in quanto nazione automobilistica". Tra i segnali positivi, il settore continua a investire nell'innovazione, con una crescita delle vendite dei veicoli completamente elettrici: nel 2025 è stata del 15%, la stima per il 2026 è di un ulteriore 10%.