Il leader della branca scozzese del Labour, Anas Sarwar, ha dichiarato che Keir Starmer deve dimettersi da premier e leader laburista, sottolineando che "la leadership a Downing Street deve cambiare".
Sarwar ha affermato in conferenza stampa di dover "fare ciò che è giusto per il mio Paese e per la Scozia", oltre a ricordare di avere un'amicizia genuina con Starmer. La notizia è un colpo all'autorità di sir Keir che sta tentando in queste ore di salvare la sua premiership dopo le dimissioni di figure chiave del suo entourage a Downing Street.
La sollecitazione di Sarwar - arrivata durante una conferenza stampa organizzata a Glasgow (Scozia) sullo sfondo dell'avvio della campagna elettorale per le elezioni locali in programma in Scozia nell'ambito della cruciale tornata amministrativa britannica di maggio - non ha carattere vincolante, ma rende la posizione di Starmer sempre più vacillante.
Il numero uno dei laburisti scozzesi ha elogiato il primo ministro come "un uomo decente", aggiungendo che la Scozia invoca tuttavia ora un nuovo "governo competente" a Londra, non minato da contrasti e recriminazioni. Secondo lui, la gestione dello scandalo Epstein-Mandelson da parte di Starmer e del suo staff rappresenta "una distrazione" per l'attività dell'esecutivo e per il Labour che "deve concentrarsi sulla campagna elettorale" in vista un voto amministrativo destinato a rinnovare i governo locali di Scozia e Galles oltre a numerosi sindaci, consigli comunali e di contea in Inghilterra. Appuntamento segnato al momento da sondaggi catastrofici per i laburisti, il cui leader scozzese è accusato da parte sua dagli indipendentisti dell'Snp di voler solo cercare di salvare la poltrona scaricando le colpe di una disfatta annunciata sul solo primo ministro.
Alle parole di Sarwar, ha replicato a stretto giro anche un portavoce di Downing Street, che già stamattina aveva escluso ogni ipotesi di dimissioni immediate di sir Keir, dopo quella del suo capo dello staff Morgan Mc Sweeney e del suo direttore della comunicazione Tim Allan. "Keir Starmer - ha ribadito - è uno dei soli 4 leader del Labour ad aver mai vinto un'elezione politica (nel 2024). Ha ricevuto un chiaro mandato di 5 anni dal popolo britannico per attuare un programma di cambiamento ed è quello che farà".
In difesa della leadership di Starmer sono intervenuti inoltre ministri di spicco come il vicepremier David Lammy e la cancelliera dello scacchiere Rachel Reeves. Mentre qualche gola profonda vicina al premier non ha mancato di ricordare come solo pochi mesi fa lo stesso Anas Sarwar avesse rivendicato la sua "amicizia" con Peter Mandelson: l'ex eminenza grigia del New Labour di Tony Blair (covata dalla quale il leader scozzese proviene al pari di Mc Sweeney o di Allan) la cui nomina ad ambasciatore negli Usa - decisa un anno fa in barba ai già noti legami con il defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein - alimenta ora la bufera scatenatasi sul primo ministro.