Arrivano a Nuuk i rappresentanti diplomatici di Francia e Canada per inaugurare i rispettivi consolati in Groenlandia - come da annunci - e sono i primi e per ora unici ad aprire le sedi diplomatiche tra i Pesi alleati del territorio artico che è parte della Danimarca ma su cui aleggiano ancora le mire di Donald Trump.
Perché, dopo settimane di tensioni, botta e risposta e incontri a livello Ue e Nato per arginare l'escalation quantomeno verbale, un accordo sarebbe stato trovato ma i dettagli non sono stati resi pubblici.
Dopo le minacce o le minacciate intenzioni dell'amministrazione Trump di ‘acquisire’ o ‘acquistare’ la Groenlandia, gli Usa hanno infatti nei giorni scorsi stipulato un "accordo quadro" con il segretario Generale della Nato Mark Rutte per garantire una maggiore influenza statunitense sul territorio, l'intesa prevede anche la costituzione di un gruppo di lavoro Usa-Danimarca-Groenlandia per discutere le preoccupazioni di Washington in materia di sicurezza nell'Artico.
L'apertura dei due consolati resta tuttavia un gesto altamente simbolico, oltre che un fatto significativo. Parigi, intanto, lo aveva annunciato già in estate quando il presidente Emmanuel Macron effettuò una visita in Groenlandia: la decisione francese quindi non è stata una diretta conseguenza dell'escalation sul dossier ma resta "un segnale politico", come aveva sottolineato il mese scorso il ministro francese degli esteri Jean-Noël Barrot nel comunicare la data di apertura il 6 febbraio, e comunque la cosa aveva fatto gioco a Macron che in quei giorni aveva preso di petto la questione innescando uno scontro a distanza con Trump.
Il Canada aveva da parte sua annunciato a fine 2024 che avrebbe aperto un consolato in Groenlandia per rafforzare la cooperazione nell'artico. Così a Nuuk è atterrata la ministra canadese degli esteri Anita Anand per l'inaugurazione ufficiale ed è stata affiancata dalla governatrice generale Mary Simon e dall'ambasciatrice canadese per l'Artico Virginia Mearns, entrambe di etnia nativa Inuit, popolazione che vive appunto in Groenlandia, in Canada e in parti dell'Alaska, un motivo in più di sostegno e vicinanza fra questi territori nordici.
Tanto che l'organizzazione Inuit canadese ‘Makivvik’ ha inviato un aereo con decine di Inuit provenienti dal Quebec settentrionale e da altre parti del Canada per partecipare all'inaugurazione e mostrare solidarietà ai groenlandesi.