L'accordo, discusso nella residenza della premier a Tokyo, rappresenta un salto tecnologico rispetto ai piani iniziali dell'azienda taiwanese, che prevedevano per il secondo stabilimento di Kumamoto una capacità produttiva tra 6 e 12 nanometri, e un investimento di 12,2 miliardi. Il governo nipponico, già impegnato a sostenere con fondi pubblici il primo impianto Tsmc nel Kyushu, valuta ora ulteriori incentivi per accelerare il progetto, definito "fondamentale per la sicurezza economica" del Paese. Wei ha incontrato anche il ministro dell'Economia Ryosei Akazawa per definire i dettagli operativi.
Tsmc, che attualmente produce chip da 3 nanometri esclusivamente a Taiwan, ha avviato i lavori per il secondo impianto giapponese e prevede di avviare la produzione nel 2027 anche nello stabilimento statunitense dell'Arizona. Nel frattempo, Tokyo sta finanziando Rapidus, la fonderia nazionale che produrrà semiconduttori avanzati nella prefettura dell'Hokkaido, a nord dell'arcipelago. Fonti governative riferiscono che i due progetti avranno ambiti applicativi separati e non entreranno in competizione.