Estero

Usa propongono area di libero scambio per i minerali critici con dazi verso i non partecipanti

La proposta include prezzo minimo per contrastare il dumping cinese, restrizioni alle esportazioni e investimenti coordinati; la Ue negozia un MoU con clausole di reciprocità e non esclusività

4 febbraio 2026
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Nella riunione ministeriale in corso a Washington, gli Usa vorrebbero proporre la possibile finalizzazione di un accordo plurilaterale sui minerali critici, basato sulla creazione di un'area di libero scambio imperniata sull'adozione di dazi comuni nei confronti dei Paesi non partecipanti, con la possibile creazione di un prezzo minimo per questi minerali (per evitare il dumping cinese) e su restrizioni all'export (per sviluppare il riciclo), accanto a investimenti coordinati e altre forme di cooperazione.

L'iniziativa è nei fatti un'operazione di "rebranding" della "Mineral Security Partnership", varata dalla precedente Amministrazione Biden.

La Commissione Europea, dal canto suo, sta conducendo con gli Usa, su mandato degli Stati membri, un negoziato per la possibile firma di un Memorandum of Understanding (MoU) Ue-Usa sui minerali critici, concepito come uno dei seguiti del Joint Statement Ue-Usa dello scorso agosto.

Il MoU potrebbe basarsi su un "modello standard" Ue comprensivo di alcune clausole tipiche ("building blocks") quali la reciprocità, la non esclusività e il rispetto dell'integrità territoriale delle parti. Ciascuno Stato membro Ue sarebbe poi libero di firmare ulteriori MoU bilaterali a patto che questi non siano in contrasto con il MoU che sarà firmato dall'Ue.