Veicoli spaziali russi avrebbero intercettato comunicazioni di satelliti chiave, minacciando la sicurezza europea.
Funzionari della sicurezza europea hanno espresso preoccupazione per le attività di due veicoli spaziali russi, sospettati di aver intercettato per anni le comunicazioni di almeno una dozzina di satelliti chiave nel continente. Secondo quanto riportato dal "Financial Times", queste intercettazioni, mai segnalate prima, potrebbero compromettere informazioni sensibili e permettere a Mosca di manipolare le traiettorie dei satelliti o addirittura di farli schiantare.
Il "Financial Times" sottolinea che le manovre dei satelliti russi si inseriscono in un contesto più ampio di intensificazione della "guerra ibrida" di Mosca contro l'Occidente, con il timore che il Cremlino stia estendendo tali attività anche nello Spazio. La Russia, infatti, dispone di uno dei sistemi di spionaggio spaziale più avanzati e ha mostrato una crescente propensione a utilizzarlo in modo aggressivo.
Il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius, ha dichiarato al "Financial Times" che "le reti satellitari sono il tallone d'Achille delle società moderne. Chiunque le attacchi può paralizzare intere nazioni", sottolineando che "le attività russe rappresentano una minaccia fondamentale per tutti noi, soprattutto nello Spazio".
I satelliti europei avvicinati dai veicoli russi sospettati, Luch-1 e Luch-2, sono utilizzati principalmente per scopi civili, come le comunicazioni televisive, ma trasportano anche dati governativi sensibili e alcune comunicazioni militari. Secondo Michael Traut, capo del comando spaziale dell'esercito tedesco, i satelliti russi avrebbero intercettato il "collegamento di comando", il canale che consente ai controllori di terra di inviare istruzioni per le correzioni orbitali.
Gli analisti avvertono che, con tali dati, un attore ostile potrebbe imitare gli operatori terrestri, inviando comandi falsi per alterare le traiettorie o disallineare i satelliti, rendendoli inutilizzabili. Il "Financial Times" evidenzia inoltre che molti satelliti europei più datati non dispongono di sistemi di crittografia avanzati.
Dati di società specializzate nel tracciamento orbitale indicano che Luch-2 avrebbe avvicinato almeno 17 satelliti geostazionari europei dal suo lancio nel 2023, concentrandosi su operatori con sede in paesi della NATO. Parallelamente, Mosca avrebbe lanciato nuovi satelliti di ricognizione con capacità simili, mentre Luch-1 potrebbe non essere più operativo dopo un'anomalia osservata a fine gennaio, con possibile "frammentazione" del veicolo.
Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, ha dichiarato che "prendere di mira le risorse spaziali europee è qualcosa che la Russia fa da anni, se non da decenni. Quindi non c'è nulla di nuovo. Siamo molto consapevoli del problema". Ha aggiunto che l'UE è pronta a contrastare tali minacce, sottolineando l'importanza di Galileo e delle nuove iniziative di difesa spaziale europee per proteggere i satelliti e le risorse spaziali dell'Unione.