La procura di Torino (Piemonte) ha formalizzato l'apertura di un fascicolo per devastazione per gli scontri avvenuti in città il 31 gennaio al termine della manifestazione a favore del centro sociale autogestito Askatasuna (libertà in basco). Al momento l'ipotesi di reato è a carico di ignoti.
Per i singoli episodi elencati nell'informativa inviata dalla Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (Digos, un ufficio della Polizia di Stato presente in ciascuna delle 105 questure italiane) ci sono state 24 iscrizioni nel registro degli indagati. In questo caso si parla di resistenza o violenza a pubblico ufficiale, travisamento, porto di armi improprie e inosservanza dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria.
Oggi a Torino è arrivato il capo della polizia, Vittorio Pisani, per una visita alla caserma del Quinto reparto mobile. Ha incontrato i rappresentanti delle sigle sindacali, che chiedono dotazioni adeguate e leggi più incisive, e anche gli uomini rimasti feriti durante gli incidenti.
La devastazione, che è punita con il carcere da otto a quindici anni, è strettamente connessa allo sfacelo provocato dalle lunghe ore di guerriglia: arredi divelti, monopattini distrutti, una camionetta della polizia a fuoco, masserizie date alle fiamme. Per ripulire la zona, nel quartiere Vanchiglia, i tecnici dell'Amiat, la società che eroga i servizi d'igiene del suolo, di raccolta e smaltimento rifiuti per la città di Torino, hanno dovuto usare una ruspa. Il sindaco, Stefano Lo Russo, ha quantificato danni per 164'000 euro (circa 150'500 franchi al cambio attuale).
È atteso per le prossime ore, intanto, l'esito della convalida per i tre arrestati in flagranza: un 22enne della provincia di Grosseto, individuato come presunto componente del gruppo che ha aggredito un poliziotto colpito anche con un martello, un 35enne residente a Grugliasco (Torino) e un 31enne torinese, sospettati di resistenza.
E un assaggio di quello che potrà essere il terreno di scontro fra accusa e difesa è andato in scena oggi in Corte d'appello, in uno degli innumerevoli processi che investono Askatasuna e i suoi satelliti. Si trattava di incidenti avvenuti nel 2022 durante una manifestazione di giovanissimi studenti (undici imputati) davanti all'Unione Industriale, la principale associazione di imprese a Torino.
L'avvocato Claudio Novaro, storico difensore degli antagonisti, ha detto che quella volta l'azione dei carabinieri fu "spropositata e vergognosa". Poi, allacciandosi ai fatti del 31 gennaio, ha detto che "da tempo a Torino la gestione del controllo e del confronto con il dissenso da parte delle forze dell'ordine si basa su principi coercitivi, in una prospettiva muscolare e non negoziale come accadeva in passato". Diversa la lettura del procuratore genrale Paolo Scafi: "I carabinieri, aggrediti con spintoni e violenze, rimasero passivi". Il magistrato ha anche indugiato sul nuovo reato di "lesioni a pubblico ufficiale in servizio", ipotizzato per il pestaggio dell'agente: "Chi lo ha inventato è uno che sa come gira il mondo. E lo abbiamo visto il 31 gennaio".