Qualche giorno fa il cantante di 'Born in The Usa' aveva pubblicato 'Streets of Minneapolis', un nuovo brano scritto in memoria di Renee Good e Alex Pretti, i due cittadini americani uccisi da agenti dell'Ice mentre contestavano contro la stretta anti-migranti. Morello, un veterano della E Band, aveva aperto il concerto con l'iconico inno di protesta dei Rage Against the Machine, 'Killing in the Name' e il pubblico del First Avenue aveva scandito in coro: 'Fottiti, non farò quello che mi dici'.
"Grazie per averci dato il benvenuto alla Battaglia di Minneapolis", ha detto Morello al pubblico: "Amici, se sembra fascismo, suona come fascismo, agisce come fascismo, si veste come fascismo, parla come fascismo, uccide come fascismo e mente come fascismo. Fratelli e sorelle, è fascismo".
Alla fine dello show, Springsteen e Morello hanno annunciato che avrebbero guidato il pubblico fuori dal locale e per le strade, mentre dalle casse risuonava 'Let's Go Crazy' di Prince, il musicista che a Minneapolis era di casa. Nella città, migliaia di persone hanno risposto all'appello per una giornata di mobilitazione, e sono scese in piazza sfidando il gelo al canto di "Di chi sono le strade? Le strade sono nostre" e portando cartelli anti-Ice.