Estero

Scure di Orban sul sindaco di Budapest, denunciato per il Pride

28 gennaio 2026
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Il sindaco di Budapest sfida Viktor Orbán e finisce nel mirino della magistratura per aver colorato di arcobaleno la capitale ungherese. A sette mesi esatti dalla marcia dell'orgoglio che ha visto una partecipazione record di circa 200mila persone da tutta Europa, la Procura di Budapest ha denunciato il primo cittadino Gergely Karácsony per aver organizzato il Pride in barba al divieto imposto dalla polizia.

A muso duro è arrivata la replica del sindaco, affidata ai social: "Mi rifiuto di essere intimidito o messo a tacere. Non accetterò mai che difendere la libertà, la libertà di parola o l'amore possa essere considerato un crimine. La libertà e l'amore - ha scandito - non possono essere vietati!". A fargli quadrato, la sua famiglia politica in Europa, i Verdi, con la co-presidente Vula Tsetsi che ha esortato le istituzioni dell'Ue a "non rimanere in silenzio quando un sindaco eletto viene punito per aver difeso i diritti fondamentali".

Karacsony, nemico di lunga data di Orbán, rischiava fino a un anno di carcere se processato, ma la procura ha fatto sapere di aver chiesto al tribunale "una multa con un giudizio sommario senza processo". Il sindaco di Budapest aveva studiato un escamotage per aggirare il divieto al Pride, introdotto con una controversa riforma della Costituzione nell'aprile dello scorso anno. Orbán aveva minacciato "conseguenze" contro organizzatori e partecipanti, che sulla base della nuova legislazione possono essere identificati con tecnologie di riconoscimento facciale, vietate in Ue.

La mossa, un ruggito del coniglio più che altro, si innesta in un clima politico teso, a pochi mesi dalle elezioni di primavera che vedono Orbán in difficoltà per la prima volta in sedici anni. Nonostante gli avvertimenti lanciati a più riprese, finora la Commissione europea non ha avviato procedure d'infrazione relative alla stretta varata dal governo ungherese. Sperando forse che a sbarrare la strada a Orbán ci pensino gli elettori alle urne.