L'associazione Aria di genitori del liceo romano Righi esprime "autentico sconcerto" per il fatto che, "nel giorno deputato dalla scuola a celebrare la Giornata della Memoria della Shoah, in un liceo statale della Repubblica, sia stata ritenuta necessaria la presenza della Digos e delle forze dell'ordine per garantire il regolare svolgimento di un incontro didattico, nel pieno rispetto della Legge 211 del 2000 che istituisce la Giornata della Memoria". "La presenza delle forze dell'ordine, le stesse che tutelano la sicurezza dei cittadini e dei manifestanti in ogni contesto pubblico, non può e non deve essere letta - spiega l'associazione - come uno strumento di "censura", ma come una misura di prevenzione in un clima che, purtroppo, rende oggi necessarie queste tutele anche all'interno di una scuola, soprattutto per persone che, in ragione delle loro cariche istituzionali nelle comunità ebraiche, sono particolarmente esposte e vivono di fatto sotto protezione. La dottoressa Noemi Di Segni, infatti, come altri rappresentanti delle comunità ebraiche o come persone impegnate in ambiti sensibili, è sottoposta a protocolli di sicurezza. Ed è proprio questo, semmai, il fatto più inquietante: che una cittadina italiana debba essere tutelata anche in quanto ebrea. È un dato che dovrebbe interrogare tutti, ben oltre le polemiche contingenti. La contestazione, sotto forma di picchetto e cori anti-israeliani, inscenata fuori dall'aula magna in cui si svolgeva l'approfondimento didattico su "Memoria e fonti scritte della Shoah" con quattro classi del Liceo, mentre la dottoressa Di Segni teneva una lezione priva di qualsiasi riferimento all'attualità politica, e alla presenza di rappresentanti ministeriali e scolastici, è apparsa non solo fuori contesto, ma indicativa della gravità di un clima ideologico semplificato e deformante, sebbene siamo consapevoli che si tratti di una minoranza, per quanto rumorosa. Quanto allo stigma gravissimo attribuito alla dottoressa Di Segni da alcuni studenti ideologizzati, respingiamo con fermezza tali affermazioni: non risultano supportate da fatti documentabili e appaiono, a nostro avviso, infondate e false. Chiunque ne conosca la figura pubblica e privata sa riconoscerne l'integrità, il rigore e la serietà di una vita dedicata allo studio, alla riflessione e alla moderazione", conclude l'associazione Aria di genitori del liceo romano Righi.