Estero

Migliaia di manifestanti e studenti sfilano a Belgrado, 'sapere è potere'

27 gennaio 2026
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Migliaia di studenti universitari, ma anche docenti, lavoratori e gente di tutte le età hanno manifestato questa sera nel cuore di Belgrado, con un affollato comizio per poi partire in un pacifico corteo alla volta della grande chiesa di San Sava, santo patrono del Paese, delle scuole e di cui oggi si è celebrata la festività. Da un palco allestito illuminato da qualche riflettore, davanti al rettorato dell'Università di Belgrado, nella centrale Piazza degli Studenti, è partita la sfida al potere serbo.

Fra gli oratori che liberamente si alternano, anche il rettore dell'ateneo, che denuncia "la pressione del governo sulle università". La folla sventola molte diverse bandiere: da quella serba a quella della Blokada, come si autodefinisce il movimento, ma ci sono anche quelle con l'icona di San Sava e perfino una della Groenlandia. Gli studenti del servizio d'ordine indossano gilet gialli. Una di loro acconsente a parlare all'ANSA: "Stiamo cercando di risvegliare la gente e far capire che il sapere e l'istruzione sono la cosa più importante", dice. Nikola, lavoratore sulla quarantina, supera il tema specifico: "Qui è molto semplice, c'è un'organizzazione criminale, che distruggerà tutto pur di restare al potere". Un suo amico dice che queste proteste "non sono iniziate solo un anno e tre mesi fa, ma vanno avanti da almeno sette anni. Sette anni fa eravamo qui, e da allora nulla è cambiato, semmai le cose sono peggiorate". Jovana, studentessa, dice che "è importante che altre persone, che non siano solo studenti o giovani, si mobilitino, perché non possiamo fare tutto da soli". Secondo Lana, professionista sulla trentina, dice in perfetto inglese: "Qui c'è l'unica forza politica del Paese che possa mobilitare così tante persone in modo continuo, che dopo ogni caduta sai che riguadagnerà forza. Questo non c'era mai stato. Prima nessuno ha mantenuto questa continuità". Ma la gente comune, fuori da Belgrado e Novi Sad, è interessata? "Hanno marciato per tutto il Paese e visitato ogni piccolo villaggio, raccogliendo adesioni e interesse, come nessuno era riuscito a fare prima, e la gente si organizza anche in piccoli comitati e associazioni, che funzionano localmente anche senza appoggi", spiega Lana, che dice di approvare l'obiettivo di presentare il movimento alle prossime elezioni: "Non c'è alternativa per risolvere la crisi". Un drone in volo riprende il lungo viale che porta alla Piazza degli Studenti pieno zeppo di gente.