Il premier sostiene che la carenza di munizioni durante la guerra era dovuta a un embargo, cessato con l'arrivo di Trump, e annuncia il rafforzamento dell'industria bellica israeliana
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha accusato l'amministrazione Biden di essere all'origine della morte di alcuni soldati israeliani durante la guerra a Gaza a causa dell'"embargo" americano.
Israele ha pagato "prezzi molto alti" in termini di perdite di vite dei soldati: sebbene "questo sia in parte ciò che accade in guerra", in parte deriva anche dal fatto che "a un certo punto non avevamo abbastanza munizioni", ha detto il premier in conferenza stampa, citato da Times of Israel. "Gli eroi sono caduti" perché non avevano le munizioni di cui avevano bisogno, ha accusato. E "parte di quella mancanza di munizioni era dovuta all'embargo", ha aggiunto.
Netanyahu non ha direttamente citato l'ex presidente Joe Biden (né fornito il numero di soldati morti per questo, né le circostanze), ma ha riferito che questo è terminato non appena Donald Trump è entrato in carica. Il premier, ricorda Times of Israel, ha ripetutamente accusato l'amministrazione Biden di aver istituito un embargo sulle forniture di armi a Israele, in particolare nel giugno 2024. Ma Biden lo ha negato, tranne che per un lotto di bombe "bunker buster" bloccato a causa delle preoccupazioni su come sarebbero state utilizzate nelle operazioni dell'Idf a Rafah in quel periodo.
Il premier ha affermato che questo non accadrà più e di voler trasformare la relazione con gli Stati Uniti "dagli aiuti alla partnership", assicurandosi che Israele abbia una propria industria bellica forte e indipendente. "Così non resteremo senza armi o munizioni, nella speranza di non doverle utilizzare", ha concluso.