Oltre tre quarti (78%) degli insegnanti in Europa si sono dovuti confrontare con ''almeno un incidente antisemita tra i loro studenti'', mentre oltre ''un quarto di loro (27%) è stato testimone di nove incidenti di questo tipo o più": è quanto emerge dai risultati di un'inchiesta realizzata su un campione di oltre 2.000 insegnanti in 23 Paesi dell'Unione europea circa la loro esperienza dell'antisemitismo in classe. Realizzato dall'Unesco, in partenariato con l'Ue, si tratta del primo studio europeo, pubblicato in occasione del Giorno della Memoria.
Sempre secondo l'inchiesta, il 61% degli insegnanti ha detto di essersi confrontato con ''fatti di negazionismo o di deformazione dell'Olocausto tra i loro studenti". E un insegnante su 10 ha dichiarato di essere stato ''testimone di almeno un'aggressione fisica contro alunni ebrei, mentre circa la metà, il 44%, hanno affrontato a gesti o simboli nazisti".
''I discorsi di odio, in particolare, l'antisemitismo e la negazione dell'Olocausto, hanno raggiunto livelli senza precedenti dalla Seconda Guerra Mondiale'', avverte in una nota il direttore generale dell'Unesco, Khaled El-Enany, sottolineando che ''la maggioranza dei prof non ha mai ricevuto una formazione specifica per far fronte a questa realtà e alle sue conseguenze legate allo sviluppo dell'Ia". L'Unesco, prosegue El-Enany, ''fornisce ai leader politici strumenti unici per fornire agli insegnanti i mezzi di agire in oltre 30 Paesi, in particolare, nelle aule scolastiche, nel campus, nei club sportivi e ben oltre".
Sulla giornata internazionale dedicata alle vittime dell'Olocausto si è espressa anche la premier italiana Giorgia Meloni: "Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall'ignominia delle leggi razziali del 1938".
"Purtroppo, a distanza di molti anni, - ha aggiunto Meloni - l'antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l'obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale".