Programmi obbligatori di lingua e cultura per migliorare l'integrazione
Il Giappone si prepara a introdurre regole più severe per i residenti stranieri, in linea con l'approccio restrittivo dell'amministrazione della premier Sanae Takaichi. Le nuove norme mirano a migliorare l'integrazione attraverso l'apprendimento della lingua giapponese, delle norme sociali e dei fondamenti del sistema giuridico del Paese.
Un comitato di esperti ha suggerito al governo conservatore di implementare programmi obbligatori per l'apprendimento della lingua e degli "usi e costumi" giapponesi. Questi programmi sono destinati agli stranieri che richiedono permessi di soggiorno a medio e lungo termine, con l'obiettivo di promuovere una convivenza più armoniosa.
Il Giappone, pur mantenendo politiche migratorie selettive, sta vedendo un aumento della popolazione straniera, mentre il 29% dei suoi cittadini ha più di 65 anni e la forza lavoro si riduce. Secondo un rapporto presentato alla ministra Kimi Onoda, il Giappone è l'unico tra i principali Paesi industrializzati a non avere un sistema strutturato di integrazione linguistica e culturale.
"La mancanza di opportunità formali rende difficile per molti stranieri comprendere le istituzioni, le regole quotidiane e i valori condivisi," si legge nel documento. Il panel, istituito a fine 2025, ha tenuto due riunioni da novembre e prevede che il governo adotti misure organiche entro gennaio. Oltre all'istruzione linguistica, la proposta include moduli su funzionamento amministrativo, sicurezza sociale e comportamenti civici, da impartire prima dell'ingresso o subito dopo l'arrivo.
Nella stessa riunione, il comitato ha discusso l'acquisto di terreni da parte di entità straniere. Pur riconoscendo le esigenze di sicurezza nazionale, gli esperti chiedono maggiore trasparenza e avvertono che qualsiasi regolamentazione deve evitare restrizioni eccessive sui diritti di proprietà privata.
Alla fine del 2025, i residenti stranieri in Giappone hanno superato i 3,42 milioni, rappresentando il 2,7% della popolazione, con un incremento del 7,2% in un solo anno. Tuttavia, meno del 10% partecipa a corsi di lingua pubblici, spesso sovraffollati e poco coordinati. "Non si tratta di assimilazione, ma di reciproca comprensione", ha dichiarato il presidente del panel, sottolineando che un'integrazione efficace è fondamentale per la stabilità sociale ed economica.