Estero

Giappone, norme più severe con i residenti stranieri

16 gennaio 2026
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Regole ancora più severe per i residenti stranieri in Giappone, in linea con l'orientamento restrittivo dell'amministrazione guidata dalla premier Sanae Takaichi, finalizzate all'apprendimento della lingua, delle norme sociali e dei fondamenti del sistema giuridico nipponico, per "meglio integrare" chi prevede di restare. È l'opinione espressa da un comitato di esperti che ha proposto all'esecutivo conservatore l'introduzione di programmi obbligatori di apprendimento della lingua e degli "usi e costumi", intese come regole di convivenza per gli stranieri che chiedono il permesso di soggiorno a medio e lungo termine. Lo scopo è favorire una convivenza più armoniosa in un Paese che, pur mantenendo politiche migratorie selettive, vede crescere costantemente la presenza di cittadini stranieri, e dove il 29% della popolazione ha più di 65 anni di età, con la forza lavoro che si assottiglia progressivamente. Secondo il rapporto consegnato alla ministra Kimi Onoda, responsabile delle Politiche per gli stranieri, il Giappone è attualmente l'unico tra i principali Paesi industrializzati a non offrire un sistema strutturato di integrazione linguistica e culturale.

"La mancanza di opportunità formali rende difficoltoso per molti stranieri comprendere le istituzioni, le regole quotidiane e i valori condivisi," si legge nel documento. Il panel, istituito a fine 2025, ha tenuto due riunioni da novembre e prevede che il governo adotti misure organiche già entro gennaio. Oltre all'istruzione linguistica, la proposta include moduli su funzionamento amministrativo, sicurezza sociale e comportamenti civici, da impartire prima dell'ingresso o subito dopo l'arrivo.

Nella stessa riunione il comitato ha affrontato la questione dell'acquisto di terreni da entità dall'estero. Pur riconoscendo esigenze legittime di sicurezza nazionale, tuttavia, gli esperti chiedono maggiore trasparenza, e avvertono: "Qualsiasi regolamentazione deve essere attentamente calibrata per evitare restrizioni eccessive sui diritti di proprietà privata." Alla fine del 2025 i residenti stranieri in Giappone hanno superato i 3,42 milioni - il 2,7% della popolazione - con un incremento del 7,2% in un solo anno. Tuttavia, meno del 10% partecipa a corsi di lingua pubblici, spesso sovraffollati e poco coordinati. "Non si tratta di assimilazione, ma di reciproca comprensione," ha dichiarato il presidente del panel, sottolineando che l'integrazione efficace è premessa per stabilità sociale ed economica.