Estero

Media, in Giappone ipotesi elezioni anticipate a febbraio

13 gennaio 2026
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La premier giapponese Sanae Takaichi è pronta a sciogliere la Camera dei Rappresentanti in concomitanza con l'apertura della sessione ordinaria della Dieta, convocata per il 23 gennaio, aprendo la strada alle elezioni generali il prossimo mese.

Lo rivelano fonti governative all'agenzia Kyodo, che confermano le aspettative di una decisione anticipata della leader conservatrice per tentare di sfruttare l'attuale alto tasso di gradimento, a meno di tre mesi dal suo insediamento, per consolidare il fragile mandato dell'esecutivo. Il Partito Liberal-democratico (Ldp), guidato da Takaichi, e il Partito dell'Innovazione Giapponese (Jip), infatti, hanno una maggioranza risicata con 233 seggi su 465, e in questo modo la coalizione rischia di perdere il controllo della Camera bassa con un solo seggio in meno.

Se l'aula venisse sciolta il 23 gennaio, la campagna elettorale potrebbe partire il 27 gennaio o il 3 febbraio, con il voto fissato rispettivamente per l'8 o il 15 febbraio, segnalano i media locali. Si tratterebbe della prima tornata elettorale sotto la guida di Takaichi, salita al potere dopo la rottura storica, dopo 26 anni, tra Ldp e il partito centrista di ispirazione buddista, Komeito.

La premier punta a ottenere un mandato popolare per sostenere la sua visione economica favorevole a forti stimoli fiscali e una linea più assertiva sulla sicurezza, con una politica fortemente nazionalista, inclusa la controversa dichiarazione sul possibile intervento del Giappone in caso di crisi a Taiwan, che ha ulteriormente teso i rapporti con Pechino. La tempistica anticipata, tuttavia, complica l'approvazione del bilancio statale per l'esercizio 2026, da varare entro marzo. A questo proposito l'opposizione accusa Takaichi di contraddire le sue stesse priorità e il Partito democratico costituzionale (CDPJ) sta ora cercando un'intesa elettorale proprio con Komeito per costruire una piattaforma centrista comune.

Il precedente premier, Shigeru Ishiba, aveva già perso la maggioranza in entrambe le Camere nelle ultime due consultazioni nazionali - alla Camera nel 2024 e al Senato nel 2025 - portando alle sue dimissioni. Oggi, la coalizione di governo è minoranza anche nella Camera Alta, rendendo indispensabile il dialogo con l'opposizione per far passare qualsiasi legge. Se confermata, la consultazione di febbraio sarebbe solo la terza nella storia costituzionale postbellica del Giappone: l'ultima risale al febbraio 1990, sotto la guida del premier Toshiki Kaifu.