Estero

Francia: 10 condanne a Parigi per ciberbulli contro Brigitte Macron

5 gennaio 2026
|

Sentenza esemplare a Parigi per la campagna di ciberbullismo e diffamazione contro la Première dame di Francia. Il Tribunale di Parigi ha condannato dieci persone, otto uomini e due donne tra i 41 e i 65 anni, ritenute colpevoli di aver alimentato e diffuso in rete commenti "degradanti, insultanti e maliziosi" contro Brigitte Macron, consorte del presidente Emmanule Macron.

I dieci imputati sono stati condannati a pene detentive fino a sei mesi, la maggior parte con sospensione condizionale. Contro otto di essi sono state pronunciate condanne al carcere con sospensione condizionale, da quattro a otto mesi, per "intenzione di danneggiare" Brigitte Macron, utilizzando "linguaggio malevolo, degradante e offensivo" sulla sua "presunta pedofilia", ha spiegato il giudice presidente della corte, Thierry Donnard. E sei mesi di carcere, senza condizionale, sono stati inflitti a uno degli imputati perché assente all'udienza.

"L'importante sono gli stage di prevenzione e la sospensione dei profili", ha dichiarato l'avvocato di Brigitte Macron, Jean Ennochi, all'annuncio della sentenza a Parigi. Tutti gli imputati dovranno infatti, a loro spese, seguire un tirocinio di sensibilizzazione al rispetto delle persone nello spazio digitale nonché pagare una multa cosiddetta solidale da 10'000 euro (poco meno di 9300 franchi al cambio attuale).

Solo due dei dieci imputati erano presenti al verdetto. Assente dal processo, Brigitte Macron, spiegò agli inquirenti nell'agosto 2024 che la bufala sulla sua presunta identità trasgender ha avuto un "fortissimo impatto" sulla sua cerchia famigliare, al punto che i nipotini si sono sentiti dire che "la nonna è un maschio". "Io mi batto, tutto il tempo. Voglio aiutare gli adolescenti a combattere contro le molestie. Ma se non si da l'esempio sarà difficile", ha dichiarato domenica sera in televisione la stessa Brigitte Macron, avvertendo che "nessuno potrà toccare la mia genealogia. Non si gioca con queste cose", ha avvertito.

Durante il processo a Parigi, la figlia di Brigitte, Tiphaine Auzière, ha confermato l'impatto nefasto delle malelingue sulla salute psicofisica della madre settantaduenne, "costantemente sul chi vive", per la continua rimessa in discussione della sua "identità".

Gran parte degli imputati a Parigi si sono invece detti sorpresi di doversi giustificare per messaggi considerati "satirici", invocando la libertà di espressione o il dovere di informare dinanzi a verità ritenute "nascoste". Sul suo profilo sulla rete sociale X, da allora sospeso, Z. S., tra le principali imputate, bollò i 24 anni che separano i coniugi Macron come un "reato sessuale" e una forma di "pedofilia riconosciuta dallo Stato".

Un'altra imputata, A. R., 51 anni, è invece responsabile del video virale, pubblicato nel 2021, da allora ritirato dalla rete, secondo cui Brigitte Macron non sarebbe mai esistita e che il fratello, Jean-Michel, avrebbe assunto la sua identità dopo aver cambiato sesso.

Assente dal processo per cibermolestie il giornalista Xavier Poussard, residente a Milano, viene presentato in Francia come l'altro grande "istigatore" della fake planetaria. Autore del libro best seller "Becoming Brigitte" (Diventare Brigitte), Poussard si è associato all'influencer americana, Candace Owen, contro cui i Macron hanno sporto denuncia anche negli Stati Uniti, per dare un massimo di visibilità ai finti gossip su Brigitte.

Legata ad ambienti cospirazionisti di estrema destra, Owen, 36 anni, ha pubblicato una serie di video basati sul libro di Poussard, contribuendo così a dare una portata planetaria alle calunnie contro la moglie di Macron. Diversi imputati condannati oggi avevano rilanciato questi contenuti, in particolare, una falsa copertina della rivista statunitense Time in cui Brigitte Macron veniva presentata come ''l'uomo dell'anno".