Estero

Nuove manifestazioni a Teheran e violenze nell'Iran occidentale

All'ottavo giorno di proteste almeno 12 morti, manifestazioni in circa 40 città e l'appello di Reza Pahlavi a blocchi stradali

4 gennaio 2026
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Nuove manifestazioni si sono tenute ieri sera a Teheran, mentre sono state segnalate violenze in alcune parti dell'Iran occidentale, riferisce oggi l'agenzia di stampa Fars, all'ottavo giorno di proteste.

La nuova ondata di proteste, inizialmente legata al costo della vita, è iniziata il 28 dicembre nella capitale iraniana e da allora si è diffusa al resto del Paese con rivendicazioni politiche.

Le proteste hanno interessato, in varia misura, circa 40 città, per lo più di piccole e medie dimensioni, situate principalmente nell'ovest del Paese, secondo un conteggio dell'AFP basato su annunci ufficiali e resoconti dei media.

Almeno 12 persone sono state uccise dal 30 dicembre in scontri, inclusi membri delle forze di sicurezza, secondo un bilancio basato su resoconti ufficiali. I raduni a Teheran di ieri sera sono stati descritti come "limitati" dall'agenzia di stampa Fars e come "generalmente costituiti da gruppi di 50-200 giovani".

Intanto, il principe iraniano in esilio, Reza Pahlavi, ha esortato i manifestanti iraniani a mantenere il controllo delle strade e a creare blocchi stradali per impedire alle forze di sicurezza di attuare una repressione. In un post su X, Pahlavi ha elogiato i manifestanti per quello che ha descritto come il loro coraggio durante l'ultima settimana di disordini e ha chiesto di proseguire l'azione di piazza.

"La questione chiave è mantenere il controllo delle strade e creare blocchi stradali per prevenire e ostacolare la repressione del regime", ha scritto. Inoltre, ha esortato i manifestanti a mantenere solidarietà e disciplina, aggiungendo: "La vittoria è vostra".

Rivolgendosi direttamente ai manifestanti, Pahlavi ha detto: "Rendo omaggio a ciascuno di voi che, coraggiosamente, nell'ultima settimana, ha rubato il sonno a Khamenei e al suo regime". Il figlio maggiore di Mohammad Reza Pahlavi, l'ultimo scià dell'Iran, e di Farah Diba, si è rivolto in particolare ai giovani e agli adolescenti che manifestano, definendoli la "Generazione V", in rappresentazione della V di "vittoria".